Non capita tutti i giorni che una Fondazione Lirica e un Teatro di Prosa decidano di condividere un impegno produttivo importante. E’ successo a Napoli dove la Fondazione Teatro di San Carlo e la Fondazione Teatro di Napoli-Teatro Bellini hanno deciso di collaborare per mettere in scena L’ultimo Decamerone spettacolo di teatro-danza creato sui testi di Stefano Massini (che ha tratto il suo lavoro da Il Decameron di Giovanni Boccaccio), e sulle coreografie di Edmondo Tucci. La regia è di Gabriele Russo, le musiche originali di Nello Mallardo (arrangiamenti di Ivano Leva), scene di Roberto Crea, costumi di Giusi Giustino, luci di Fiammetta Baldisserra.

Massini, toscano di nascita, è al momento uno degli autori teatrali più eclettici e rappresentati d’Italia. Con L’ultimo Decamerone vuole riproporre una riscrittura originale del testo di Boccaccio scegliendo di non affrontare solo alcune delle novelle del Boccaccio, ma di contenerle tutte e trasformarle in una unica sola novella che vede protagoniste 7 donne: Angela De Matteo, Maria Laila Fernandez, Crescenza Guarnieri, Antonella Romano, Paola Sambo, Camilla Semino Favro, Chiara Stoppa. Una scelta forte così come quella del regista Gabriele Russo di tenere sempre in scena le 7 attrici e di metterle a confronto con il Corpo di ballo del Teatro di San Carlo diretto da Giuseppe Picone. Tersicorei solisti: Sara Sancamillo, Candida Sorrentino, Giovanna Sorrentino, Luisa Ieluzzi, Marcello Pepe, Massimo Sorrentino, Stanislao Capissi, Ertugrel Gjoni, Alessandro Staiano.Corpo di Ballo: Claudia D’Antonio , Annalina Nuzzo, Annalisa Casillo, Adriana Pappalardo, Annachiara Amirante, Martina Affaticato, Gianluca Nunziata, Salvatore Manzo, Carlo De Martino, Danilo Notaro, Ferdinando De Riso, Francesco Lorusso, Giuseppe Ciccarelli. Ben 22 persone. Un piccolo esercito che quando fa incursione sul palcoscenico lascia le attrici attonite e pensierose. La danza, a volte, sembra quasi distrarle. E questo penalizza lo spettacolo.

Teatro-danza? L’interrogativo non trova una risposta. Non emerge la seduzione del l’autentico teatro-danza, quella mescolanza di parola e movimento, quelle ventate d’aria d’energia che si infrangono sui corpi di chi interpreta. Lo spettacolo non decolla e non seduce lo spettatore. Il lavoro di Giuseppe Picone sui danzatori emerge, anche se gli uomini del Corpo di ballo appaiono ancora un po’ fuori forma rispetto alle donne. Ma il gap maggiore sta nell’affollamento. Troppe persone in scena che devono stare attente a non urtarsi e a non travolgersi.

Peccato! Forse una occasione persa.

Si replica fino al 6 maggio

 

Raffaella Tramontano

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