luigi ferrone

 

Per lunghi anni è stato primo ballerino del Teatro San Carlo, al fianco della moglie Corona Paone, da cui ha avuto due figli: Aniello e Rita. Ma Luigi Ferrone, nato a Torre del Greco, non si ferma qui. Insegnante, coreografo e organizzatore di eventi  di danza  ha avuto la fortuna di condividere la scena con molti protagonisti del panorama internazionale, convinto però che lavorare con la propria partner sia stata un’esperienza bellissima, piena di feeling, che lo ha fatto crescere.

Com’è entrata la danza nella sua vita?

Guardando uno spettacolo, ho capito che dentro di me era scattato qualcosa, pian piano ho cominciato ad entrare nel mondo della danza che per me era completamente sconosciuto. Ho iniziato a studiare con Alba Buonandi, prima ballerina del Teatro San Carlo, e nella sua scuola ho conosciuto la direttrice della Scuola di Ballo del Teatro San Carlo che mi ha proposto di andare a studiare in teatro. Avevo sedici anni, dopo poco la scuola chiuse, erano anni difficili. Grazie al maestro Gabriel Popescu ho proseguito i miei studi privatamente, a Milano, dove ho vissuto per tre anni, concludendo il mio percorso di formazione. A diciassette anni ho vinto l’audizione per la compagnia del Teatro San Carlo.

Quali sono state le difficoltà?

Non ho mai avuto grandi difficoltà, anzi, le proposte di lavoro non mi sono mai mancate! I sacrifici fatti sono stati ampiamente ricompensati e poi ho avuto la fortuna di aver incontrato ottimi maestri che mi hanno insegnato tanto.

Chi ha inciso nel suo percorso artistico?

Vladimir Vassiliev.  Mi ha fatto capire la vera danza e subito dopo di lui Rudolf Nureyev. Nel periodo in cui Vassiliev dava lezioni in teatro mi ha spiegato precisamente i passi più difficili, entrando proprio nei dettagli della tecnica maschile, che noi giovani eseguivamo con un po’ di approssimazione. E’ stato allora che ho capito che tutto ciò che loro mi insegnavano aveva un valore enorme perché era frutto di una grande scuola, quella russa.

Lei ha vissuto gli anni d’oro della danza da Vladimir Vassiliev a Ekaterina Maximova e poi Carla Fracci, Rudolf Nureyev, Maurice Béjart. Dal Teatro San Carlo passavano proprio tutti, che differenza c’è tra ieri e oggi?

Una differenza molto consistente. Quei grandi artisti che hanno fatto la storia della danza non torneranno mai più. Hanno fatto sacrifici  immensi, avevano grande talento e personalità carismatiche, oggi ballerini di quel calibro non ce ne sono più.

Che cos’è l’umiltà?

Una cosa bellissima per chi ce l’ha. I più grandi artisti sono persone umili, è il loro segno distintivo.

Che cosa la colpisce in un danzatore?

La luce che lo avvolge quando entra in scena, al di là della tecnica. L’artista deve emozionare, deve parlare attraverso il corpo raccontando una storia, deve affascinare il pubblico.

Nella sua lunga carriera lei somma tanti ruoli da primo ballerino al ruolo di insegnante e organizzatore di eventi di danza…

La mia è una famiglia di imprenditori, mi è sempre piaciuto produrre spettacoli di danza come Benevento Danza Festival, Palinuro Danza Festival e Giovani Talenti, manifestazione che ha superato i dieci anni di vita. Da poco si è conclusa la seconda edizione del Premio Capri. Mi dicono che sono un bravo maestro ma organizzare spettacoli è la mia grande passione.

Qual è il ricordo più bello della sua carriera?

Ne ho tanti! La cosa più bella per un danzatore è stare in palcoscenico, ascoltare la musica e riuscire ad emozionare il pubblico.

Le è mai capitato di avere  paura?

Certo, soprattutto quando ho dovuto ballare con ospiti importanti, sentivo il peso di una grande responsabilità.

Com’è cambiata la danza negli ultimi anni secondo lei?

I fisici dei danzatori sono migliorati tantissimo, la tecnica è sempre più competitiva a discapito dell’interpretazione. Prima c’erano più artisti, oggi più esecutori.

Che cosa non le piace del mondo della danza?

Non sopporto gli impostori, che spesso vengono appoggiati dalla politica. Ci sono tante persone in teatro che si sono sacrificate per anni e anni lavorando seriamente e onestamente, a volte arrivano strani personaggi raccomandati che magari non hanno fatto niente di particolare nella loro carriera eppure rivestono ruoli importanti.

Che cos’è la danza per lei?

Un’arte a cui non so rinunciare.

Elisabetta Testa