LONDRA – Cominciamo dall’inizio. Una rinnovata Royal Opera House attende i suoi visitatori tutti i giorni dalle 10 di mattina in poi. Si perchè a teatro non ci si và solo se c’è uno spettacolo da vedere, ma a prendere un caffè, per incontrarsi con gli amici o a discutere di lavoro, a pranzo o a cena in uno dei tanti ristoranti/caffetterie, a leggere, a visitare uno dei deliziosi shop, a farti un giro, a studiare con il tuo pc anche tutta la giornata senza che nessuno ti disturbi, a passare il tempo con la famiglia in una delle tante attività che si tengono quotidianamente. Oppure a ballare il cha-cha-cha insieme alla Royal Dance House Dance Band. E perchè no.

Detto ciò se pensi che arrivando 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo sarai in anticipo, sbagli. Sono già tutti lì, o quasi. Adulti, ragazzi over 60, giovani, chi in abito da sera, chi con con cosa si trovava addosso, tutti a chiacchierare, a mangiare, a bere qualcosa, a passeggiare, a perdere tempo, a conoscersi, a vivere uno spazio che senti e sai che è casa tua. Lingue e provenienze diverse che si mescolano, biglietti per tutte le tasche, e ti senti parte di una grande comunità. Inutile dire che i biglietti sono esauriti da mesi. E se ti vuoi prenotare per “Lo Schiaccianoci” sei già in ritardo.

Poi sai che stai per vedere ” Il Lago dei cigni” con il Balletto e l’Orchestra del Teatro Bolshoi , nella versione Petipa – Ivanov – Gorsky – Grigorovich e questa è tutta una altra storia.

Il tour estivo del Bolshoi a Londra, tradizione che dura da 60 anni, è iniziato il 3 agosto ed è stato dedicato quest’anno a Victor Hochhauser, leggendario impresario scomparso nel marzo scorso e che per oltre sessant’anni ha organizzato i tour dei maggiori artisti russi in Gran Bretagna.

Quattro i titoli in cartellone. Spartacus, nell’intramontabile versione di Yuri Grigorovich con un cast stellare: Denis Rodkin e Maria Vinogradova; Svetlana Zakharova con Artem Belyakov;

Il limpido ruscello di Ratmansky (7 e 8 agosto) , l’immancabile Don Chisciotte (dal 15 al 17 agosto) ed
 Il Lago dei Cigni, con molti i cast differenti tra cui la coppia Jacopo Tissi e Alena Kovalyova in scena  il 3 e 14 agosto. Ed ho scelto di vedere questo.

Tante le grandi stelle e gli astri emergenti della compagnia diretta da Makhar Vaziev che si sono già esibiti o si esibiranno da Chudin a Ovcharenko, da Tsirsko a Lobukhin, da Smirnova a Krysianova. E ancora Motta Soares, Eleonora Svenard, Anna Tikhomirova, Artemy Belyakov. Una scelta ampissima, ma non volevo perdere l’occasione di vedere Jacopo Tissi in Siegfried. Un pò di sano campanilismo ci vuole.

La cosa che colpisce di più di questo ” Lago” è il livello altissimo di tutta la compagnia, in cui è difficile dire chi è più bravo di chi, in cui ti chiedi come fanno a decidere chi saranno i primi ballerini di un balletto piuttosto che altri. E questo stupisce ancora di più se pensiamo ai cambiamenti di direzione artistica, all’influenza della politica, agli scandali che hanno svelato la tensione che si vive quotidianamente in una compagnia di 200 ballerini che danzano in tutto il mondo.

Egor Geraschenko ci restituisce un Evil Genius, nella versione Grigorovich, intenso, spettacolare, assolutamente convincente, il male consapevole di esserlo. O Alexei Putintsev nel ruolo di The Fool, a cui il pubblico londinese ha tributato continui applausi a scena aperta, per la tecnica di giri e salti brillante, chiara, senza sbavature e con una teatralità naturale, sicura, accattivante come giusto sia nel suo ruolo. O il corpo di ballo con giochi spaziali di geometrie assolute e perfette, e braccia e teste che ti fanno vedere, immaginare che si stiano trasformando sotto i tuoi occhi, che sono cigni davvero, struggenti, dolenti, pieni di phatos e che strappano applausi continui a tutto il teatro. E le danze ungheresi, russe, spagnola (bellissima) napoletana, polacca? i cignetti ? o i tre cignoni (divine)? E vogliamo parlare della Orchestra del Teatro Bolshoi diretta da Pavel Klinichev o della bellissima partitura di P.I. Tchaikovsy? 

Impossibile decidersi, in un livello di tensione drammatica e drammaturgica che ti tiene per tutto il tempo con il fiato sospeso: cosa succederà adesso? (anche se lo sai a memoria). E così ti ricordi che la danza è teatro, è narrazione intima di emozioni che ti tengono incollata ad una sedia e ti senti partecipe della vita e del mondo. Magia.

Jacopo Tissi bello, giovane, elegante senza forzature, naturale grazie a una tecnica raffinata e sicura, innamorato senza riserve della sua Odette a cui giura eterno amore. Alyona Kovalyova che sa trasformarsi da Odette in Odile ed ancora in Odette (inutile dire di una tecnica eccellente) cambiando personalità, sguardo, cambiando volto, qualità, dinamica. E poi scopri che ha vent’anni e che solo nel 2016 si è diplomata alla Vaganova Academy of Russian Ballet ed è entrata direttamente a far parte della Compagnia del Bolshoi Ballet, e ti chiedi quale polverina magica venga mischiata all’acqua dell’ Accademia.

Vogliamo trovarci un difetto? La versione del “Lago” di Grigorovich, a cui il Bolschoi rende omaggio da cinquanta anni, ha ridotto l’azione in due tempi contraendo molti dei passaggi importanti e necessari sia da un punto di vista più propriamente coreografico che drammaturgicoed andrebbe rinnovata, così come le scene, i costumi, poichè interpreti eccellenti danzano in un contesto che non appare più adeguato.

Poi ti prepari per il finale, una prova difficilissima e ti chiedi se ce la farà a reggere il confronto con i tanti memorabili Siegfried che lo hanno preceduto. Quando Jacopo Tissi avanza verso il pubblico come Albrecht alla alla fine di Giselle, così come vuole la versione di Grigorovich, e si inginocchia al centro della scena, con lo sguardo pervaso dal dolore, il sipario inizia a chiudersi ed il pubblico del Royal Opera House si lascia andare ad un applauso interminabile che ha accompagnato tutta la Compagnia per molto, molto tempo, riconoscendo a questa giovane coppia un incondizionato tributo. Insomma tutti avremmo diritto di vivere una esperienza così. Anche a casa nostra.

Gabriella Stazio

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