Ravello –  Ospite per la prima volta al Ravello Festival, 65esima edizione, sul palco di Villa Rufolo,  Ohad Naharin con la sua Batsheva Dance Company in DECADANCE.
Decandance è una compilation di Greatest Hits, uno di quei “best of” che attinge dalle performance create da Ohad Naharin durante il decennio che va dal 1990, anno in cui il coreografo viene nominato direttore artistico della Batsheva Dance Company, fino al 2000.
Per la sua conformazione lo spettacolo si presenta come un viaggio nell’universo artistico ed espressivo del coreografo israeliano; viaggio che si compie lungo i corpi dei suoi danzatori, nei ritmi interni ed esterni che essi sono capaci di creare, nella sfida tra leggerezza e gravità, tra sforzo e piacere. In un caleidoscopio musicale l’energia è costantemente modellata tra moderazione ed esagerazione in un linguaggio unico; osservando i corpi dei danzatori non si può fare a meno di pensare e ammirare quanta ricerca e consapevolezza del corpo ci sia nel lavoro di Ohad Naharin, e di come, probabilmente, quest’ultimo non abbia potuto fare a meno di creare un personale linguaggio di movimento, conosciuto con il nome di GAGA.

Gaga viene sviluppato da Ohad Naharin attraverso il suo lavoro come coreografo presso la Batsheva Dance Company. Nel documentario Mr. Gaga (2015), diretto dai fratelli Heymann, Ohad dice: l’unicità di Gaga sta nel fatto che richiede di ascoltare il proprio corpo prima ancora di dirgli cosa fare e nella consapevolezza che dobbiamo oltrepassare i limiti che conosciamo.

Nel documentario succitato il coreografo racconta che la ricerca del suo personale linguaggio nasce dall’esigenza, non solo di dover imparare ad usare il corpo, secondo quelle che potrebbero essere definite le sue leggi, ma di potere rendere disponibili altri corpi alla fruizione.
In occasione dell’arrivo della compagnia israeliana in Campania, il Ravello Festival, nell’ambito del progetto Abballamm’, ha indetto un workshop di Gaga e repertorio della compagnia, tenuto da Bobbi Jene Smith e rivolto a giovani danzatori provenienti dai centri di formazione della Regione Campania.
Abbiamo intervistato alcuni di essi per scoprire la loro esperienza.

Natalia Cristofaro, ballerina di tango e membro della compagnia Borderline Danza racconta: Siamo partiti da movimenti circolari, che a mio parere sono i movimenti  che ritroviamo  in natura, come nelle piante, nella nostra spina dorsale e nei nostri muscoli. Questi movimenti mi hanno aiutato a far emergere la mia energia più intima, ad aprire gli spazi all’interno e all’esterno del mio corpo. Questa prospettiva di creare spazio, fa in modo che la nostra energia primordiale si sviluppi e che sia quella a portarci al movimento. Ho avuto modo di sperimentare che il vocabolario Gaga è ricco di sensazioni e di immagini piene di forza vitale.

Aggiunge Simona Perrella, danzatrice, coreografa e membro di Movimento Danza: Bobbi ci ha guidato ora a muovere i piedi trovando tutti i possibili punti di appoggio al pavimento, ora le anche, immaginando di essere delle alghe, ora a portare il centro in basso. Ci ha accompagnato in cambi rapidissimi di qualità, dal flow allo shake e viceversa. Il training allena il corpo alla ricerca, alla sperimentazione dei gradi e al dosaggio della forza, all’intenzione che c’è dietro il gesto. La tecnica Gaga è molto vicina a ciò che mi interessa sperimentare e ricercare in termini di linguaggio. Mi ha stupito e rassicurato come da questo movimento continuo, che sembra impastare gesti amorfi, il corpo sia portato a elaborare delle forme ben definite nell’intenzione, nella pulizia e chiarezza del gesto.

Infine Adriana Cristiano, membro di Borderline Danza, dice: Questa esperienza mi ha fornito visioni diverse del mio corpo e di come posso muoverlo. In particolare l’idea di contrastare la gravità al fine di liberare il cingolo pelvico e di conferire fluidità al bacino, mi ha permesso di fare esperienza di una incredibile morbidezza e leggerezza. Grazie alla pratica Gaga il corpo diventa malleabile e allo stesso tempo in grado di compiere movimenti netti e di strabiliante potenza. Questo risultato è uno degli elementi che che ho intenzione di approfondire nella mia pratica di danza quotidiana.

Giada Ruoppo

Foto: Decadance Ph.Maxim Waratt

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