– si uniscono le forze per portare la Contact Improvisation a Napoli proponendo un programma intensivo per la diffusione, la pratica condivisa e la promozione di questa tecnica contemporanea sul territorio campano: spazi, luoghi e persone si mettono insieme per educare i fruitori ed i praticanti della danza e non solo. Centri che diffondono l’arte e la danza, situati in differenti punti della città, spesso strategici, spesso ai più ancora poco conosciuti, si sono “alleati” nel proporre degli appuntamenti di workshop e laboratori di Contact- improvisation con insegnanti esperti che avendo, per prima cosa, praticato sul loro corpo, cercano di fare sperimentare altre persone in momenti organizzati apposta. La contact improvisation (CI) è una pratica di danza nella quale i punti di contatto fisico, fra almeno due danzatori, diventano il punto di partenza di una esplorazione fatta di movimenti improvvisati. Al di là dei semplici punti di contatto fisico, entra in gioco il contatto globale (auditivo, cinetico, percettivo/energetico ed anche affettivo) del danzatore con i suoi partner e con ciò che c’è intorno (il terreno, lo spazio, la forza di gravità, etc.). Detta anche danza-contatto, è un genere di ballo improvvisato, una delle forme meglio conosciute e caratteristiche di danza postmoderna. Nel corso di prove o workshop, l’improvvisazione di danza contatto, viene chiamata jams. La contact improvisation è stata sviluppata, negli Stati Uniti nel corso degli anni settanta da un gruppo di danzatori guidati da Steve Paxton e Nancy Stark Smith Il primo balletto presentato con questa tecnica è stato Magnesium di Steve Paxton nel 1972. Paxton continuò con la prima performance di contact improvisation alla John Weber Gallery di New York. Successivamente, workshop e jaem lo portarono a condividere esperienze diverse e sparse, avendo sempre come punto centrale la capacità di adattamento del corpo a sostenere ogni estremo contatto accidentale, giocando con la forza di gravità e le relazioni fra i protagonisti. Poco per volta si è andato delineando un linguaggio comune ed è stata codificata una serie di movimenti che utilizzano la danza, le arti marziali. La priorità viene data all’ascolto e alla fiducia tra i partner: i contatti devono essere fatti con fluidità, i ballerini devono essere disponibili ai movimenti dei partner e questi debbono adattare i loro movimenti e spostamenti reciproci. La contact improvisation può essere praticata in duo o in gruppo più numeroso. Esiste oggi una notevole rete di collegamenti sulla contact improvisation, particolarmente intensa negli Stati Uniti, in Canada, in Argentina, in Europa Occidentale, in Finlandia, in Russia, in Giappone, in Australia ed in Nuova Zelanda.

Ecco gli appuntamenti della rete napoletana:

  • il 13 febbraio ci sarà il workshop con Michele Marchesani presso Porto Petraio (Info: 3474409161, contactpetraio@gmail.com)
  • il 12 e 13 marzo, Piero Leccese sarà al Led Spazio Danza (info: 3663712991, led.spazio@gmail.com)
  • il 2 e 3 aprile Leliani Weiss sarà a Porto Petraio
  • dal 15 al 17 aprile, invece, Simonetta Alessandri, la quale unisce contact e metodo Feldenkrais, sarà nella sede di Kultursciok a Domicella (AV), (info: 3470537900, 3398934606, info@kultursciok.com)
  • Il sabato, dalle 16,00 alle 18,30 si tengono lezioni libere presso l’ex opg, (info: 3474409161, davidegiac@gmail.com)
  • il giovedì dalle 20 alle 21,30, le lezioni si tengono al Led Spazio danza (info: 3663712991, led.spazio@gmail.com)

Per maggiori info visitare il sito: www.napolicontactnetwork.blogspot.it