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L’anno 11 di perAspera. Pelle è il tema di questa edizione

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BOLOGNA – Dieci artisti interpretano dieci luoghi storici, spazi pubblici e territori di relazione con i linguaggi del contemporaneo, dalla performance all’installazione, dalla danza al live electronics, passando attraverso cortometraggi, talk e pratiche filosofiche, l’undicesima edizione di perAspera si snoda dal 16 al 23 settembre 2018, a Bologna e nell’Area Metropolitana.

L’anno 11 di perAspera si contraddistingue per il disegno nitido della relazione tra luogo, artista e persone che vivono/attraversano le architetture e gli spazi, messo a punto da Ennio Ruffolo (direzione artistica) e Maria Donnoli (direzione organizzativa).
Spazi intesi come territori di relazione, luoghi cardine della vita sociale della città: spazi pubblici – come il Mercato Albani in Bolognina – e collettori culturali – come eLasTiCo Fa/ART, anch’esso in Bolognina, e ancora l’articolato progetto di rigenerazione de Le Serre dei Giardini Margherita, la galleria Adiacenze, il nuovissimo SpazioAltrove.
Ma anche spazi storici, parte essenziale della poetica di perAspera fin dalla sua nascita nel 2007, ri-abitati per contrasto con interventi contemporanei. Tra questi, il quattrocentesco Palazzo Malvezzi, che apre al pubblico la Sala dello Zodiaco, dai 12 segni affrescati sul soffitto; la Casa di Giorgio Morandi, a Grizzana, dove tutto è come il pittore lo ha lasciato; Villa Smeraldi, nella campagna di Bentivoglio, con il suo piano nobile che guarda il giardino all’inglese, identico al suo disegno originale della fine del Settecento; la potenza evocativa dei paesaggi del Parco Storico di Monte Sole, a Marzabotto, luogo di una storia tragica mai troppo ricordata.

perAspera11. Pelle.

Con la componente spaziale si relazionano gli artisti, a partire dal tema di questa undicesima edizione: pelle.
Ciò che emerge è uno spirito dei tempi, un filo conduttore generato senza artifici: la ricorrenza di precise parole chiave, che collocano i lavori presentati nel pieno del contesto storico-sociale attuale, di cui gli artisti si fanno interpreti consapevoli.

A partire da Monte Sole, anteprima mondiale del coreografo Fabrizio Favale / Le Supplici che – su commissione di perAspera – crea un’opera per cinque danzatori all’interno del Parco Storico di Monte Sole, luogo di eccidio, luogo che sottrae la parola. Qui resta solo il corpo, privo di qualsiasi ornamento, a dialogare con la potenza delle colline e del cielo, gli stessi nonostante il tempo, ad annullare la distanza di anni, a testimoniare di una ferita da non dimenticare (21 settembre, ore 18, Al di là del Fiume, Marzabotto).

Sulla ferita lavora anche Noemi Diamantini, classe ’93, che in Vkproject parte dal gioco della morte online – il Blue Whale Challenge – per riflettere sui corpi degli adolescenti, sulla loro intimità fragile, negata, derisa, esposta, e sulla manipolazione della comunicazione come forma d’arte (19 settembre, ore 19,30, Adiacenze, Bologna).

Sempre sulla ferita si incentra l’opera di Ivana Ruffolo, che con Perle Mon Amour circonda la Casa Museo Giorgio Morandi di una enorme collana di perle, metafora di una ferita a cui l’artista cosentina reagisce creando un legame: l’ostrica secerne madreperla in cerchi concentrici attorno a un corpo estraneo. Nell’impossibilità di espellere ciò che ferisce, la perla si sviluppa come reazione e sublimazione di quanto vissuto e tale processo di accoglienza e trascendenza evocano le “perle” giganti di Ivana Ruffolo nel loro farsi “collana” e rinnovarsi in quanto valorizzazione per nuovi corpi estranei (22-23 settembre, Casa Morandi, Grizzana Morandi).
L’installazione è il punto di partenza per le pratiche filosofiche – una rivolta ai ragazzi tra gli 8 e i 12 anni e una rivolta agli adulti – create e condotte sui temi dell’identità e dell’appartenenza da Filò, start-up dell’Università di Bologna (22 settembre, ore 10 per gli adulti e ore 11.30 per i ragazzi, Fienili del Campiaro, Grizzana Morandi).

Ancora sull’interpretazione del legame – inteso come legame dell’artista con la realtà fuori di lei/lui – lavora la compagnia bolognese DNA, diretta da Elisa Pagani. I due danzatori compongono la loro collocazione nel mondo sopravvivendo ad un naufragio e trovando rifugio ne La Pancia della Balena. La sottrazione dal mondo è quindi qui solo apparente in quanto essenzialmente funzionale ad una nuova nascita (18 settembre, ore 20, Villa Smeraldi, Bentivoglio).

La sottrazione è un altro dei concetti-cardine delle poetiche dell’undicesima edizione di perAspera, che informa la performance audio-video Alle Rocce di BST: frammenti di immagini sviluppate e trattate dal vivo su cui specularmente si incidono suoni, sempre irripetibili perchè non fissati. Un atto estetico offerto alle rocce, alla loro impassibilità. Un atto, quindi, politico dedicato a chi ha il coraggio di restare e resistere, fermo davanti a ciò che accade, anche davanti al buio (23 settembre, ore 19,30, Le Serre dei Giardini Margherita, Bologna).

Attraversa la sottrazione ma, questa volta, per esplodere il concetto di limite e di identità, il musicista Vincenzo Scorza, che presenta in anteprima il live electronics Frame / Texture / Dots. Un limite che Scorza si auto-impone già a livello metodologico, scegliendo come dispositivo un piccolo sistema modulare analogico. Un limite che il musicista ciclicamente interroga, verifica, trasforma, all’interno di un più versatile contesto digitale e virtuale, creando numerose identità alternative, destinate, ad ogni nuova interrogazione, a rivelarsi necessariamente fragili, inconsistenti, da sbriciolare lentamente (16 settembre, ore 21, eLaSTiCo faART, Bologna).

Sulle identità e sulle loro costruzioni, ricostruzioni e decostruzioni è focalizzato l’incontro con Mariella Popolla, ricercatrice all’Università di Genova, e Fran Stable, regista e attivista, che analizzano il linguaggio della performance e del cinema nella loro capacità di definire e sovvertire i confini della creazione dei corpi e dei desideri (20 settembre, ore 17, Palazzo Malvezzi, Bologna).

Lo stesso tema, dal punto di vista cinematografico, viene scandagliato nella selezione di cortometraggi dell’Hacker Porn Film Festival, nato a Roma nel 2017 per dare valore e visibilità alle produzioni indipendenti focalizzate sulle pratiche artistiche e sulle narrazioni sul corpo e i suoi linguaggi (20 settembre, ore 20,30, SpazioAltrove, Bologna).

Sul limite – reale e simbolico, economico, morale, fisico, materiale – si concentra infine il collettivo multimediale 7-8 chili, con la video-installazione La nuca è un mistero per l’occhio, commissionata da perAspera per il Mercato Albani di Bologna, zona limite essa stessa, emblema del processo di rigenerazione della Bolognina. Interviste, domande a chi passa – per una sola volta o tutti i giorni – trasposte in forma di documentario e proiettate lì dove sono nate, per le persone che vivono, o che attraverseranno per la prima volta, un luogo chiave per la rivitalizzazione della città (17 settembre, dalle 8,30 alle 14 e dalle 18,30 alle 22, Mercato Albani, Bologna).

Ingresso con tessera associativa gratuita e contributo libero.
Le pratiche filosofiche sono a prenotazione obbligatoria fino al raggiungimento del numero massimo di posti disponibili.

tel: 349 5824266 / 349 6600300 (dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00)
info@perasperafestival.org
www.perasperafestival.org

 

Letizia Gioia Monda

 

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