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“L’altro che danza” viaggio per immagini di Alessandro Arcangeli

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ROMA– L’altro che danza. Il villano, il selvaggio, la strega nell’immaginario della prima età moderna, è il nuovo libro di Alessandro Arcangeli presentato in apertura di “Libri con AIRDanza”  l’importante iniziativa culturale tutta dedicata all’arte della danza a cura di AIRDanza (Associazione Italiana per la Ricerca sulla Danza).  Mercoledì 24 ottobre, la Sala della Lettura del Museo MACRO è stata luogo di accoglienza e d’ insegnamento sulla cultura storica e sociale della danza nell’età moderna alla quale ci ha introdotto in modo altamente erudito il prof. Alessandro Arcangeli docente di Storia moderna presso l’Università di Verona che ha presenziato alla presentazione del suo ultimo libro. In apertura Francesca Falcone, presidente dell’AIRDanza, studiosa e storica della danza, già docente di Teoria della danza all’ Accademia Nazionale di danza di Roma, ha sottolineato l’importanza del promuovere e organizzare incontri, dibattiti, conferenze, congressi volti ad approfondire e diffondere la ricerca sulla danza. Nel caso specifico di “Libri con AIRDanza” si aggiunge  a tutto questo la volontà di sensibilizzare il pubblico alla cultura tersicorea. Un invito alla lettura rivolto anche a persone non esperte, quindi alla scoperta di nuovi scritti su quest’arte meravigliosa. L’altro che danza. Il villano, il selvaggio, la strega nell’immaginario della prima età moderna, è stato presentato da Fernanda Alfieri, ricercatrice, membro del Comitato di Redazione della rivista Annali dell’Istituto storico italo-germanico in Trento. “…già autore di diverse opere. I sui interessi di studio spaziano della medicina, allo storia delle emozioni, del gioco e dei passatempi. “…egli focalizza i suoi studi sulla storia della danza con il libro Davide o Salomè? Il dibattito europeo sulla danza nella prima età moderna, Treviso-Roma (2000), in cui si pone il quesito di quanto la danza rinascimentale abbia influito a determinare una percezione del se…” con queste parole l’Alfieri ci inoltra all’ ultima fatica dell’autore continuando poi con una scrupolosa introduzione approfondita dall’autore stesso attraverso l’esposizione della raccolta iconografica in esso inclusa. Un viaggio per immagini commentato con l’attenzione e l’oculatezza propria di un docente di Storia “donando” al pubblico una vera e propria lectio magistralis sull’argomento.  “ La mia vuole essere un’analisi di discorsi poiché sarebbe molto impegnativo immaginare di poter ricostruire a tutto tondo la sensibilità del passato e rievocare i modi di vedere in una comunità di uomini e le donne appartenenti a diversi contesti culturali di quel periodo…” sottolinea così Arcangeli precisando l’utilizzo di immagini, nell’ elaborazione delle informazioni, che hanno circolato e che si riferiscono all’ immaginario quel periodo, testimonianze appartenenti in gran parte alla  minoranza colta alla quale sono state affiancate quelle proveniente dai testi scritti. L’altro che danza. Il villano, il selvaggio, la strega nell’immaginario della prima età moderna, indaga le rappresentazioni dell’altro, il rapporto tra identità culturali e forme del movimento in un periodo che è l’età moderna in particolare tra la fine del quattrocento e la prima metà del seicento, periodo caratterizzato e profondamente segnato da incontri con mondi sconosciuti, incontri senza precedenti dati dalle scoperte geografiche che hanno messo a confronto differenti identità culturali. In questo particolare momento storico come possiamo spiegare il fatto che nella rappresentazione dell’altro la danza sia stata tra le prime forme d’arte presenti nella caratterizzazione della diversità, che sia accidentale o transitoria ma comunque sostanziale? Come si è arrivati ad associare in questi secoli il grottesco, il comico, il minaccioso, lo spettrale con il danzante? E le figure dell’alterità per eccellenza come il villano, l’indigeno, il folle, la strega, la donna, il malato, sono “l’altro” rispetto a chi? Rispetto al nobile, al cortigiano, all’ europeo, alla donna e all’uomo disciplinato e sano? Che cosa caratterizza il ballo di queste diversità rispetto ai balli dei nobili? E’ forse la scompostezza, la spontaneità, la convulsione da una parte mentre la disciplina, armonia, bellezza dall’altra? Sono queste le domande alle quali l’autore cerca di rispondere attraverso mezzi e competenze svariate messi a disposizione non solo dalla storia ma anche dalla letteratura, dalla filosofia e in particolare da tutto quell’immaginario iconografico appartenente non solo al repertorio canonizzato come principale dalla Storia dell’arte ma anche a quello provenienti da storie diverse. Leggere il libro ci farà scoprire tutto questo. Altri interessanti libri saranno presentati nelle date successive: Mercoledì 12 dicembre 2018 sarà la volta di Music-Dance, Sound and Motion in Contemporary Discourse, a cura di Patrizia Veroli e Gianfranco Vinay (ore 18:00), Routledge London and New York, 2018 Presentazione a cura di Renato Bossa e Natalia Gozzano (ore 18:00). Mercoledì 6 febbraio 2019, Elena Viti presenterà il libro di Carmen Palumbo, Il corpo inclusivo. Educazione espressività, movimento (Edises, Arsano, 2018 (ore 16:00). A Marzo 2019: in data ancora da definire sarà presentato il libro di Maria Virginia Marchesano, I sentieri del gesto (L’argolibro, Salerno, 2017), e a Giugno 2019: Carla Di Donato, Il corpo che danza (Morlacchi Spettacolo, Perugia 2019). “Libri con AIRDanza” è un ciclo di letture di pubblicazioni edite dai soci AIRDanza che raccontano le pratiche della danza sui palcoscenici di diversa natura, compresi archivi e biblioteche. Non ci resta altro che immergerci in queste preziose e interessanti letture. Pubblico della danza o no, leggere è qualcosa che arricchisce sì la conoscenza ma anche l’immaginario, l’animo e la passione per l’arte della danza.

Fabiola Pasqualitto