NAPOLI – Quest’anno le curatrici del settore danza del Teatro Bellini, Manuela Barbato e Emma Cianchi, hanno deciso di scommettere sulla varietà dei generi e delle tendenze e sulla curiosità del pubblico che nella scorsa stagione ha premiato le loro fatiche, proponendo una rassegna di sette appuntamenti tra ottobre e dicembre che hanno chiamato “P41C”, cioè parallelo 41 (quello di Napoli) in controtendenza (C).

La controtendenza consiste nel rischio rappresentato dal portare in scena spettacoli di registi e coreografi eterogenei.

Il primo, che ha aperto ieri la rassegna, è “La formula della distanza”, di Lu Zheng,  giovane coreografo cinese, già coreografo della Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Pechino 2008 e ospite al Festival delle Vie della Seta (Cina), con la collaborazione di NaiLong Song e ChuRui Jiang. Lo spunto da cui prende le mosse questo spettacolo è un antichissimo detto cinese: «Quando il cielo, la terra e il popolo sono collegati è il momento giusto per sfidare la fortuna», motto squisitamente orientale, che si riferisce all’obiettivo di Lu Zheng di far dialogare oriente e occidente, con le loro tecniche profondamente diverse per cultura e linguaggio. Come recita il programma, “la scenografia imponente rimanda alla magia e alla pacatezza dell’Oriente, mentre: controllare la rottura improvvisa riconduce ai ritmi serrati e distratti dell’Occidente”. Nello spettacolo questo obiettivo di conciliazione e armonizzazione sembra complessivamente raggiunto. I movimenti scorrono dall’una all’altra forma senza soluzione di continuità, creando un continuum armonico che non annulla, però, le differenti identità.

Alcuni quadri, come un passo a due in cui la coppia cerca a lungo senza riuscire un modo di stare insieme o di separarsi, sono particolarmente efficaci. Altri sono evocativi come un passo a tre con i danzatori che muovendosi spargono polvere profumata, o l’intero gruppo che trema in preda a una sorta di frenesia tutta “occidentale”. Non compensano, però, una certa debolezza del concept dello spettacolo, che si riflette ovviamente su tutto il lavoro.

Lo spettacolo è piaciuto e i danzatori sono stati applauditi e apprezzati dal pubblico. La seconda serata, tuttavia, è stata annullata, pare, per insufficiente riscontro nelle vendite dei biglietti.  La cosa sorprende non poco, anche in considerazione del fatto che il Teatro Bellini è un Tric, un “teatro di rilevante interesse culturale”, riconoscimento avuto quest’anno in considerazione del buon lavoro svolto.

Mara Fortuna

 

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