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Berlino -Ieri sera presso gli Uferstudios Berlin è andata in scena la Tanzcompagnie Rubato con FLIRREN, coreografia nata da un’idea di Jutta Hell e Dieter Baumann.

Su una pedana di vetro nero, posizionati l’uno accanto all’altro sulla stessa linea in fondo al palco, quattro danzatori, guidati dalla musica dal vivo di Alexander Nickmann, iniziano impercettibilmente a muovere una mano, un braccio e poi la testa, ripetendo sempre la stessa sequenza gestuale. Più che la musica, sembra che a provocare quegli spasmi nervosi, sia la loro ansia, forse un incubo, o forse le loro paure.

Guidati da questo tremore, molto lentamente i performer convergono tutti nello stesso punto, questa volta disponendosi l’uno dietro l’altro. In questa posizione danno vita a una figura mitologica, dotata di braccia e gambe tentacolari, che a piccoli passi guadagna il proscenio.

Da lì i quadri si susseguono in modo più dinamico, ognuno con una diversa gestione dello spazio, ognuno caratterizzato da una danza precisa e sempre riconducibile a nuovi stati d’animo.
Le emozioni che determinano questi cambiamenti di atmosfera sono leggibili nel movimento degli esperti danzatori – Mercedes Appugliese, Dieter Baumann, Carlos Osatinsky, Anja Sielaff – che passano con disinvoltura dagli iniziali gesti nervosi a una danza fluida e ampia, a interazioni sempre differenti, assumendo temperamenti ed espressioni in sintonia con la musica e il sentimento rappresentato.

Una coreografia minimalista, per niente ridondante o didascalica, con protagonisti espressivi e comunicativi.

DirkBleicker

Last night, at the Uferstudios Berlin, the Tanzcompagnie Rubato was on with FLIRREN, a choreography by Jutta Hell and Dieter Baumann.

On a stage made out of black glass, standing side by side on the same line at the back of the podium, four dancers, led by Alexander Nickmann’s live music, begin imperceptibly to move. At first only one hand, one arm and then the head, repeating always the same gestural sequence. More than the music, it seems that to cause those nerve spasms, was their anxiety, perhaps a nightmare, or maybe their fears.

Driven by this tremor, all the performers very slowly move towards the same point in space, this time placing themselves one behind the other. From this prospective they seem to be a mythological figure, with arms and tentacular legs, which in small steps gains the proscenium.

From there the scenes follow one another more dynamically, each one with a different use of the space, each one characterized by a precise dance and always with a recognizable new mood.
The emotions which cause these changes in the atmosphere are readable in the movement of the expert dancers  – Mercedes Appugliese, Dieter Baumann, Carlos Osatinsky, Anja Sielaff – who smoothly switch from the initial nervous gestures to a fluid and airy dance, to constast different interactions, taking temperaments and expressions which match with the music and the feeling represented.

A minimalist choreography, not redundant or didactic, with expressive and communicative protagonists.