Compagnia Balletto Classico Cosi-stefanescu in Dialogo con l'Infinito Dsc_9170 Trasferta in Albania per la Compagnia di balletto classico di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu, che dal 26 al 30 dicembre sarà in scena al Teatro dell’Opera di Tirana con “Risveglio dell’umanità”. Su musiche di Igor Stravinskij, Bedrich Smetana, Adrian Enescu, e con le coreografie di Marinel Stefanescu, questo spettacolo è una delle più fortunate produzioni della compagnia. Rappresentato per la prima volta il 15 novembre del 1986 al Teatro Municipale di Reggio Emilia, ha in seguito ottenuto un grande successo in tournée sia in Italia che all’estero. E stavolta è proprio fuori dai confini nazionali che ritorna, con una grande novità: la messa in scena sarà tutta albanese, impegnando tutte le professionalità del Teatro dell’Opera, dagli scenografi ai costumisti agli stessi ballerini; solamente i tre personaggi principali verranno interpretati da tre primi ballerini della Compagnia Balletto Classico: Bianca Assad, Rezart Stafa e Tiljaus Lukaj. A rendere possibile tutto sono stati il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura dell’Ambasciata italiana ed il direttore del Teatro di Tirana Ilir Kerni, che ha fortemente voluto che questo spettacolo facesse parte del loro repertorio. Al fine di insegnare la complessa coreografia ai ballerini albanesi la Compagnia Balletto Classico ha inviato sul posto, lo scorso mese di ottobre, una propria assistente, Beatrice Flaborea. Ed ora è tutto pronto per il debutto. La prima rappresentazione è prevista il 26 dicembre con repliche il 27 il 28 e il 30. Per gli spettacoli del 28 e 30 dicembre anche i primi ballerini saranno albanesi, poiché la Compagnia italiana è impegnata nella nostra penisola in altri spettacoli (il 30 dicembre sarà al Palazzo dei Congressi di Riva del Garda con un Galà di Balletto). Pace e rinascita sono i messaggi che questa coreografia intende lanciare. Sono due le parti in cui si articola: una prima, in cui si racconta la straordinaria esperienza primitiva dell’Uomo a contatto con la natura e i suoi elementi che, al contrario di quanto previsto dal libretto originale de “La Sagra della Primavera”, non uccide la vittima per il consueto rito di primavera ma la salva; una seconda, in cui si dà vita invece ad un dialogo interiore dell’Uomo. In una perfetta simbiosi tra classico e moderno si arriva a comprendere che la pace è sempre presente nel desiderio dell’Uomo, che finisce col dire definitivamente “NO” alla violenza. Angela Lonardo