J’ai brûlé dans tes yeux. Je brûle” è una performance multidisciplinare ispirata al film Paris ,Texas di Wim Wenders, sul quale attori e danzatori hanno cominciato ad improvvisare nel corso di una residenza creativa cominciata in una sala prove a Montreuil e proseguita al Goethe Institut di Parigi nel 2015. La performance andrà in scena a Casaforte S.B dal 5 al 9 luglio a ingresso libero (h. 21, 22,15, 23,30).

Un lavoro corale, fisico, fatto di danza, musica, scultura e cinematografia che coinvolge 12 interpreti tra danzatori, attori , registi, musicisti ed artisti ambientali, pronti ad unire le proprie capacità nella direzione di una drammaturgia condivisa e di una grande opera aperta, circolare, infinita.
Corpi senza sosta in movimento che si danno le spalle nel momento del confronto per la paura di bruciare negli occhi di lei o di lui. E di ribruciare.
Si muovono tra gli elementi del tempo scolpito in sculture e riabitato e bruciato.
Poche parole spesso ripetute.
Tema centrale è la relazione che si crea tra spazio abitativo e opera, tra interno ed esterno, tra attore e spettatore.
Il progetto è partito nell’ottobre 2015 e il primo step del lavoro è stato presentato in occasione dell’ XI Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani. Nel luglio 2016, Napoli ospiterà una seconda tappa collaborativa, che prevede, tra l’altro, l’introduzione del film in super 8 .
L’obiettivo drammaturgico della ricerca è raccontare la relazione tra due persone, partendo dalla coppia del film Paris,Texas ,Una storia di perdita, della capacità di provare amore ma dell’incapacità di viverlo.
Nell’interazione con le installazioni gli artisti esplorano i vari momenti del rapporto tra i protagonisti della storia che , sdoppiandosi, diventano quattro esperienze di coppie diverse vissute in un non luogo dove terra fuoco metallo sono elementi di interazione per relazioni passionali e bruciate che cercano di ritrovarsi.
Una grande scultura abitabile in ferro a base ottagonale (300 X 300 X170), rappresenta la durezza della relazione, attraverso la video installazione i corpi dei performers esplorano la freddezza del media e del metallo, il conflitto comunicativo che ne deriva grava sulla fragilità della relazione.
Un Cono in Terra Vulcanica (150x150x120) rimanda alla ricerca di una dimensione unitaria con la natura, nel gioco tra concretezza dell’opera e videoproiezioni dell’immagine i performers cercano una metadimensione della relazione esplorandola nella sua parte più interiore.
Il Prisma Soffice in Tyvek (160x150x150) incarna la purezza dell’infanzia in relazione ad un mondo onirico rappresentato dalla grande proiezione di uno spettro cromatico retrostante l’opera attraverso il quale si esplora la rinascita e la gioia.

Nate per indagare la relazione tra corpo performativo, spettatore /attore ed opera d’ arte, le sculture diventano elementi drammaturgici e tutto lo spazio de La Casaforte S.B. interagisce con il lavoro dei performers e della regia diventando parte fondante dell’esperimento e tracciando un modus operandi per le fasi successive del progetto.
I film in super 8, girati durante la residenza di ottobre e riproiettati nel corpo performativo, sono un esplicito richiamo al linguaggio filmico wendersiano e rappresentano una traccia documentaria su cui tornare a lavorarenel nuovo momento espressivo di giugno/ luglio .
Il progetto è realizzato sotto il Matronato della Fondazione Donna Regina per le arti contemporanee di Napoli ed ha ricevuto il Patrocinio dell’Istitut Français Napoli e del Patrocinio del Goethe Institut di Napoli
La Casaforte S.B., nata negli spazi dell’antica litografia Manzoni e De Lucia (1950) già Chiostro e parte del Convento della Trinità degli Spagnoli (1579), nel cuore dei Quartieri Spagnoli di Napoli è una casa laboratorio, o meglio una casa opera aperta che intreccia visioni e linguaggi artistici nel vivere quotidiano. Abitare L’arte è un progetto di Valeria Borrelli e Antonio Sacco ( La Casaforte S.B.) nato per costruire una rete di scambi e collaborazioni internazionali ed interdisciplinari.
ll collettivo italo francese Kulturscio’k, è fondato dalla danzatrice torinese Ivana Messina e da Alessia Siniscalchi, regista del lavoro “ J’ai brûle’ dans tes yeux. Je brûle” . Alessia è un’artista eclettica che dopo aver vinto una borsa di studio all’Actors Studio di New York e aver lavorato per quattro anni negli Stati Uniti con i più grandi maestri del teatro classico e con compagnie di teatro sociale, politico e sperimentale, si dedica con Kulturscio’k, , allo sviluppo di performance di diversa sperimentazione. Il collettivo si avvale della collaborazione di tanti artisti, musicisti, scrittori, danzatori, attori, fotografi .
L’unione di J’ai brûlé dans tes yeux. Je brûle e di Abitare l’arte nasce da collaborazioni e residenze interdisciplinari.

Vale la pena andare.

Manuela Barbato