E’ uno di quei talenti di cui l’Italia intera non può che essere orgogliosa. Angelo Greco, ventuno anni, comicincia a ballare per gioco in una scuola dell’Emilia Romagna. Dalla provincia arriva a Milano, all’Accademia del Teatro alla Scala, dove si diploma. A 19 entra a far parte del corpo di ballo scaligero e dopo la prima stagione è promosso solista. Oggi è solista del San Francisco Ballet e di recente è stato premiato a Toronto con il prestigiosissimo Eric Bruhn Prize.

Angelo, quando è entrata la danza nella sua vita?

E’ successo all’età di tredici anni, quando per gioco ho iniziato a ballare nella scuola del mio paese, “Danz’arte”, con la mia insegnate Emanuela. Da quel momento un po’ alla volta la danza ha incominciato a far parte della mia vita.

C’è qualcuno che ha inciso in modo particolare nel suo percorso artistico?

Sì. C’è chi mi ha portato a vedere la danza in modo diverso, mi ha fatto capire che per essere un ballerino prima di tutto bisogna essere se stessi. Oltre a questo, però, ci vuole tanto lavoro, tanti sacrifici e soprattutto tanta passione. Nel mio percorso ho incontrato molte persone che hanno inciso sulla mia formazione e la mia crescita e ancora oggi sono al mio fianco.angelo-greco3

Che cosa ama del mondo della danza e cosa, invece, non sopporta?

Quello che mi piace di più della  danza è il cogliere le emozioni che essa mi dà per poi esprimerle in scena. Parlo di come esprimere me stesso, di conoscermi  ogni giorno di più, sentirmi libero nel movimento, lasciandomi andare sulla musica che cattura la mia attenzione e che mi accompagna nella fatica, nel dolore e nel sacrificio. Ciò che invece non sopporto all’interno del mondo della danza è la superficialità che ci si costruisce intorno; molte volte non si va in fondo alle cose, si resta in superficie, senza sperimentare o approfondire.

I danzatori sono sempre ipercritici nei propri confronti.  Qual è la dote principale che si riconosce e quale pensa che sia un suo punto più debole, su cui quando è in sala concentra maggiormente le sue energie?

Su questo mi sento dire solamente una cosa: quando inizio a ballare provo a fare e a dare del mio meglio, per rendere speciale e unico quello che faccio.

Ha lavorato alla Scala e ora al San Francisco Ballet: quali sono le differenze?

Tutti i teatri affascinano, ciascuno per la propria storia; in entrambi i casi, però, ho avuto ed sto avendo la possibilità di entrare in scena e ballare, esprimere me stesso, quello che ad ogni ballerino piace fare. Se devo trovare una differenza tra il teatro italiano e in questo caso quello americano credo che quella  principale sia che al San Francisco Ballet ci sono più spettacoli in programma e le stagioni presentano un numero maggiore di produzioni.

angelo-greco-1Come ci descrive questa sua esperienza americana?

Sono da poco arrivato in America e sono molto contento di essere qui. Non posso dire molto ancora, se non che ogni giorno imparo qualcosa di nuovo che mi arricchisce sempre più.

Oltre agli affetti, c’è qualcosa che le manca dell’Italia?

Sì. Mi manca semplicemente l’Italia.

Ha da poco ricevuto a Toronto il Bhrun Prize. Quanta fatica e sacrifici ci sono dietro questo premio e i traguardi che sta raggiungendo?

Sono tante le fatiche e i sacrifici che servono a raggiungere qualsiasi obbiettivo, ma  per me la fatica e il sacrifico diventano energia per fare e dare qualcosa di più.

E’ una persona ambiziosa? Qual è il suo prossimo obiettivo?

No, ambiziosa direi di no, più che altro direi che mi sento un sognatore. Un sognatore che pretende ogni giorno qualcosa di più da se stesso per riuscire a dare sempre il proprio meglio.