immagine

Company Blu, compagnia fondata da Alessandro Certini e Charlotte Zerbey nel 1989, forte già dalla ricerca artistica condotta in Europa fin dal 1979, ha sempre ricercato un rapporto diretto con la musica dal vivo, le architetture plastiche estemporanee del corpo – mai cristallizzate in quadri precostituiti – inserendo sempre la struttura coreografica in una scenografia talvolta materialmente teatrale, talvolta virtuale e tecnologica, attenta alle contaminazioni delle arti visive.

Questo scambio tra background culturali e poetici diversi rende davvero magnetica l’espressione e la comunicazione dal vivo tra danzatori, musicisti e artisti visivi.

Attualmente collaborano con la compagnia i danzatori: Paola Lattanzi, Stefano Questorio, Claudia Catarzi, Vincent Cacialano e i musicisti: Spartaco Cortesi, Tristan Honsinger, Steve Noble, Michael Moore, Antonello Salis, Bolivar Miranda, Nicola Vernuccio, Marco Parente, Massimo Fantoni, la scenografa Tiziana Draghi, i video maker Federico Bucalossi, Roberto Mazzi, la scrittrice Stefania Zampiga.

La compagnia ha sede a Sesto Fiorentino, in un centro in cui organizza costantemente festival, workshop e rassegne, grazie anche all’utilizzo del Teatro della Limonaia, a due passi dalla sede, nato proprio dalla limonaia di una villa antica, dove nel mese di giugno si svolgerà un Improv. Fest dal titolo “Fusioni”.

I danzatori della Compagnia sono stati a Napoli nel mese di marzo all’interno della rassegna organizzata dal CDTM Quelli che la danza, portando in scena Birding, coreografia del progetto Animal Art nato già da tre anni.

 

Da dove deriva l’esigenza di questo progetto?

Deriva dal volersi connettere con l’aspetto non mentale dell’uomo, lavorando giorno dopo giorno con il corpo per sviluppare un livello intuitivo, in modo tale da non focalizzarsi solo sul significato, che, invece, tende a limitare il corpo, ma aprirsi a livelli sensoriali altri, che è proprio il compito del danzatore verso se stesso e verso il pubblico.

 

Perché c’è un rapporto con i suoni degli uccelli? Perché questo titolo?

Si. Birding è ispirato all’uccello come medium, come mediatore e questo è venuto fuori dal fatto che alla fine del 2010 io ed Alessandro abbiamo perso entrambi un genitore, io mio padre e lui sua madre e quindi l’idea degli uccelli è quella dei mediatori tra il mondo altro e quello terreno. Il primo studio lo abbiamo fatto nel novembre 2011. Abbiamo lavorato, appunto, sui concetti di assenza e presenza. Nei vari cambiamenti di quadri che si susseguono, ricerchiamo il rapporto tra due mondi sospesi e soprattutto, sul piano fisico, lavoriamo sull’alleggerire, sul togliere, su una sorta di drammaturgia fisica del vuoto.

 

Perché avete scelto una qualità di movimento fluida? 

Beh, questo è derivato soprattutto dalla composizione del gruppo. In questo progetto, infatti, io ed Alessandro collaboriamo con Claudia e Massimiliano, che sono aperti ad un tipo di movimento duttile e soprattutto alla sperimentazione del corpo in maniera libera. Generalmente noi lavoriamo con l’improvvisazione. Questo, invece, non è un progetto di improvvisazione, ma comunque abbiamo valorizzato un tipo di movimento libero, come dicevo. C’è, infatti, proprio un confine dove lavoriamo un discorso coreografico in altro modo, meno formale, ma molto preciso.

 

Com’è stato danzare a Napoli?

Bello. Ci è piaciuta molto la posizione del Teatro nei quartieri spagnoli. Infatti, abbiamo avuto modo di fare qualche giro nei momenti di pausa ed abbiamo sentito un bel fermento. Il palco non era male, la platea sopra-elevata era perfetta. Forse per questo spettacolo sarebbe servito un palco un po’ più grande, ma ci siamo adattati senza difficoltà. Ad un certo punto c’è stato un applauso a scena aperta ed era la prima volta che ci capitava con questo spettacolo. Infatti, come hai avuto modo di vedere, lo spettacolo è formato da evocazioni di luoghi diversi e stati d’animo. Ad un certo punto c’è un netto cambio e lì c’è stato questo forte applauso. C’è un’articolazione in piani, in plateaux, ma la danza è molto pura, priva di stilizzazioni.

 

È la prima volta che partecipate a questa rassegna?

 Si. Anche se siamo venuti altre volte a Napoli, al Teatro Bellini.

 

Cosa pensate della situazione della danza contemporanea a Napoli ed in Italia?

Beh, c’è molta effervescenza, nel senso che le cose si muovono, anche a Napoli, però nonostante ci siano i luoghi e la voglia e soprattutto ci sono molti danzatori preparati, mancano fondi e proposte ed è molto lampante la discrepanza tra cultura televisiva e teatrale, che spinge così ad idee distorte nel processo di formazione ed educazione del pubblico, che è l’unica possibilità di cambiamento e miglioramento. Siamo in continua crescita, ma bisognerebbe fare un lavoro approfondito di cultura della danza a partire dalle scuole, attraverso figure professionali competenti.

 

Quali sono le vostre prossime attività? 

Dal 20 al 27 giugno ci sarà un festival dell’improvvisazione con workshops, jam e spettacoli. Avremo con noi Katie Duck, Eckhard Muller e Daniela Schwartz. Ti consigliamo se puoi, di venire, e magari puoi invitare altri danzatori napoletani.

Grazie infinite della vostra disponibilità Charlotte e Alessandro. A presto e buon lavoro.