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Giovedì 8 agosto, presso il Radialsystem di Berlino, è andato in scena Impromptus, lavoro del 2004 della coreografa tedesca Sasha Waltz.

Basata sugli omonimi componimenti per pianoforte di Franz Schubert  -eseguiti dal vivo dalla solista Cristina Marton e interpretati dalla mezzo-soprano Judith Simonis -, la complessa architettura coreografica si svolge su due piattaforme inclinate e dalla forma irregolare. Un terzo enorme trapezio asimmetrico, che oscilla sullo sfondo, completa la scenografia di Thomas Schenk.

Lo spettacolo inizia sul silenzio, caratteristica che si ripeterà più volte durante la serata. Quando dal pianoforte escono le prime note, la musica diventa subito protagonista.

La danza, bellissimi duetti che si alternano a soli e a momenti corali,  accompagna la musica dandole forma sul palco.

Sapiente l’uso dello spazio: a volte le azioni che si svolgono sui due piani sembrano ‘discorsi’ separati ma organici, altre volte si fondono per diventare un’unica voce.

Quando la musica si interrompe di nuovo, la danza sembra perdere leggerezza, si avverte quasi lo sforzo fisico dei danzatori che combattono la gravità.

Poi tutto riprende, ma questa volta è la coreografia a catturare l’attenzione degli spettatori.

I sette danzatori, vicini tra loro, iniziano una ‘danza delle braccia’.

Poi, due performer entrano in scena con delle galoche piene d’acqua, che laverà i piedi di tutti, da ciò che sembra essere terra e sangue.

Molto bella l’immagine che precede il finale, di alcune donne che si lavano e giocano in una vasca d’acqua.

Impromptus, tra sospensioni ed equilibri, tra pause e musica è uno spettacolo intimista, i cui protagonisti sembrano alla costante ricerca di un  equilibrio con sé e con gli altri.

© Sebastian Bolesch

On Thursday, August 8th, Impromptus, choreographed in 2004 by German Sasha Walz, was on at Radialsystem in Berlin.

Based on the homonymous compositions for piano by Franz Schubert – performed live by the soloist Cristina Marton and interpreted by mezzo-soprano Judith Simonis -, the complex choreographic architecture takes place on two inclined and irregularly shaped platforms. A third huge asymmetrical trapeze, which oscillates in the background, completes the scenography by stage designer Thomas Schenk.

The show begins in silence, a feature that will be repeated several times during the evening. When the first tones come out of the piano, the music immediately becomes the protagonist.

The dance, beautiful duets that alternate with solos and choral moments, is accompanying the music, thereby giving it shape on stage. The use of space is wise: sometimes the actions that take place on the two  different stages seem to be separate but organic “speeches”, other times they merge to become a single voice.

Once the music stops again, the dance loses its lightness, you can almost  feel the dancers physical efforts to fight the gravity.

Then everything starts again, but this time it’s the choreography that captures the attention of the audience.

The seven dancers, close to each other, begin a “dance of the arms”.

Then, two performers enter the scene with galoche full of water, which will wash everyone’s feet from what appears to be earth and blood.

The image that precedes the final is beautiful, some women washing and playing in a pool of water.

Impromptus, between suspensions and balances, between silence and music, is an intimate show, whose protagonists seem to constantly search for a balance within themselves and with others.