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Sabato 8 e domenica 9 ottobre al Radialsystem è andato in scena “Human Requiem”, spettacolo diretto da Jochen Sanding, con drammaturgia di Sasha Waltz e Ilka Seifert.

In teatro, per accedere allo spazio in cui avverrà la rappresentazione, il pubblico – colto un po’ di sorpresa – viene invitato a togliersi le scarpe e a lasciare borse e cappotti nelle sacche di juta legate agli appendiabiti allineati lungo le pareti della stanza guardaroba.
Una volta dentro, si scopre che si tratta di una grande sala spoglia, senza posti a sedere e senza palcoscenico. Il pubblico si dispone a terra e ovunque ci sia la possibilità di sedersi, fino a riempire tutto lo spazio a disposizione.
Mentre ci si domanda quale sarà il raggio di azione dei performers e qualcuno inizia a temere coinvolgimento e interazione con il pubblico, ecco che le luci si abbassano e lo spettacolo ha inizio.

Partendo dall’opera di Brahms, la messa in scena sembra – al contrario di un rito commemorativo – una meravigliosa celebrazione della vita.
Parte la musica e i membri del Rundfunkchor Berlin iniziano a cantare camminando e muovendosi tra il pubblico. Ogni volta che qualcuno di loro si avvicina, è possibile sentirne e distinguerne la voce tra tutte le altre.
Le voci, ascoltate a così poca distanza durante gli spostamenti dei cantanti, ti entrano dentro, ti scaldano, ti fanno vibrare, riescono a spostare l’aria tutt’intorno.

Il direttore e il suo assistente dirigono il coro dai lati opposti della sala, e i cantanti si esibiscono mentre trascinano un pianoforte a coda lunga suonato a quattro mani, mentre si dondolano sulle altalene fatte scendere dal soffitto, oppure correndo da un capo all’altro della sala.

Il risultato è uno spettacolo vibrante, originale, imprevedibile ed emotivamente coinvolgente.
Sasha Waltz fa danzare anche la musica!

Human Requiem - Mathias Heyde
Human Requiem – Mathias Heyde

 

Last weekend at Radialsystem the “Human Requiem” show was on, directed by Jochen Sanding and a screenplay by Sasha Waltz and Ilka Seifert.

Once you’re inside the theare, in order to access the performance space, the audience – caught a little by surprise – is invited to take their shoes off and to leave their bags and coats in jute bags hanging on the walls of the dressing room.
Upon entering the main room, you discover it is a large bare room, no seats and no stage. The audience sits on the ground, wherever there is a free spot, filling all the available space.
Meanwhile some people wonder the performers’ range of movements are going to be like, whilst others begin to fear involvement and interaction with the public; then the lights dim and the show begins.

Parting from the Brahms’s Opera, the staging seems to be a wonderful celebration of life (as opposed to a memorial rite).
The music and the members of the Rundfunkchor Berlin start singing while they walk and move through the audience. Every time one of them comes close, it’s possible to hear and distinguish their voice between the others.
The voices, listened to so closely during the singers movements, come inside, warm you, move the air around.

The conductor and his assistant move in the opposite position to one another, directing the choir while it drags a long tail piano played by four hands, while it rocks on the swings or it runs from one side of the hall to the other.

The result is a vibrant show; original, unpredictable and emotionally engaging.
Sasha Waltz even makes music dance!

Human Requiem - Mathias Heyde
Human Requiem – Mathias Heyde