Il teatro di San Carlo presenta dal 30 marzo il : Il lago dei cigni, nella versione creata per lo stesso teatro nel 1995 da Ricardo Nuňez, maestro e coreografo cubano scomparso nel 2014, ripreso da Patrizia Manieri, già prima ballerina del teatro. Il Lago è l’emblema del balletto classico che racconta di un amore infelice e impossibile, che non lascia speranza. In alcune versioni, invece, l’amore riesce a trionfare. È un balletto classico nella sua formalità, nella linearità della danza, nello stile dei costumi, nella struttura del balletto che alterna momenti di azione a momenti di danza pura strutturata in forme chiuse, senza dimenticare il folklore tanto apprezzato nell’Ottocento. È un importante banco di prova per una compagnia, soprattutto nel suo comparto femminile che si deve misurare con la bellezza delle linee classiche dei cigni e con la precisione delle file e righe previste dalla coreografia. Il direttore della Corpo di Ballo del Teatro San Carlo, Giuseppe Picone, ha fatto bene a precisare di aver atteso tre anni di lavoro prima di sottoporre la compagnia a questa grande sfida. È pur vero che le attuali condizioni di lavoro della danza nelle Fondazioni liriche è incentrata sulla discontinuità. I ballerini stabili nelle compagnie sono sempre di meno, per ridurre i costi. Eppure ricordiamo quando anni fa, incautamente, si proclamava che la stabilità fosse la morte della danza, in quanto i ballerini non erano spronati a mantenersi in forma e si adagiavano sul posto assicurato. Poiché oggi il “posto” non esiste più, per quasi nessuna categoria di lavoratori, un direttore di ballo è costretto a lavorare con danzatori presi a contratto dalle graduatorie. Ciò determina, dal punto di vista stilistico, la difficoltà di rendere omogenea una compagnia, spesso i ballerini lavorano per due, tre mesi e, quando non sono sotto contratto, non possono neppure studiare con la compagnia stabile. Sono condizioni di lavoro ingiuste che rendono la vita dei ballerini assolutamente precaria, senza valutare i disagi di dover sempre mantenere un allenamento adeguato. Si dovranno dunque tenere presente queste difficoltà, che spesso il pubblico degli appassionati ignora. Motivo per cui è ancora più nobile e coraggiosa l’iniziativa di Giuseppe Picone di affrontare un balletto così impegnativo. Grazie al suo prestigio, alla sua cultura e civiltà, il direttore è riuscito, inoltre, a proporre un cast davvero notevole. Si alterneranno, infatti, due coppie di primi ballerini Maia Makhateli, prima ballerina del Balletto Nazionale Olandese, assieme al nostro Alessandro Staiano e Marianela Nuñez con Vadim Muntagirov,  star del Royal Ballet, attesissimi per lo spettacolo di domenica pomeriggio e di mercoledì sera. L’Orchestra del San Carlo sarà diretta da Aleksej Baklan, le scene e costumi sono di Philippe Binot. Tra gli appassionati ferve l’attesa e non si vede l’ora che si alzi il sipario!

Roberta Albano