Il 9 aprile alle ore 19 ci sarà l’edizione 2016 del Grande Slam, il gioco delle Performing Arts, uno spazio in cui giovani e giovanissimi artisti emergenti si confrontano con un pubblico ed una giuria popolare e tecnica presentando dei propri lavori coreografici sottoforma di assoli autoprodotti o pezzi di repertorio di varie discipline che devono essere lunghi rigorosamente 2’30”, per evitare di cadere in penalità. La manifestazione è ormai giunta alla sua nona edizione ed è organizzata dall’Ente di Promozione Nazionale della Danza Movimento Danza nella persona della direttrice artistica Gabriella Stazio. L’idea che sottende all’invenzione dello SLAM (termine tecnico che simboleggia 13 prese effettuate a danno dell’avversario in un torneo di bridge e la vittoria di quattro tornei di tennis) è quella di trasportare anche nella danza e nello spettacolo la possibilità di giocare, di gareggiare con professionalità, visibilità, per essere valutati da una giuria sorteggiata tra il pubblico che anch’essa si mette in gioco nelle vesti di giudice. Lo SLAM è un modo nuovo e coinvolgente di proporre l’arte e la cultura ai giovani poiché intende ristrutturare in maniera inedita e rivoluzionaria il rapporto artista – pubblico, punto nodale di chi fa spettacolo. E’ un progetto nato per supportare e dare spazio alla creatività emergente, una spinta alla valorizzazione dei giovani artisti ed un invito al pubblico a diventare critica viva e dinamica, a giudicare, a scegliere, a superare un atteggiamento passivo, a volte superficiale e disinteressato nei confronti dell’arte e della rappresentazione teatrale. Ogni giovane artista avrà l’opportunità di confrontarsi con altri performer esibendosi in una performance didanza neo-classica, danza contemporanea, danza   modern – jazz, danza hip-hop, breakdance, teatro danza e physical theatre  della durata massima di 2 minuti e 30 ed in qualsiasi stile. Nessun oggetto di scena può “disturbare” l’azione performativa che deve essere condotta da un unico performer. Sono previste 2 categorie: Performer, che prevede la presentazione di assoli autocomposti ed inediti ed Interpreti, che prevede la presentazione di assoli appartenenti al repertorio della  propria disciplina. il gioco si suddivide in due fasi: fase eliminatoria, a cui vengono ammessi tutti i partecipanti al bando, e finale, a cui accedono solo i finalisti ed in cui viene proclamato il vincitore del GRANDE SLAM. Il pubblico è il bacino da cui vengono sorteggiate le giurie popolari, quindi è emotivamente e praticamente coinvolto nel processo e nel risultato del Grande Slam. Le giurie, composte da elementi estratti a sorte tra il pubblico, sono due, una per la semifinale, ed un’altra per la finale, entrambe sotto la direzione di un Master of Cerimony e affiancate da una giuria di esperti. Il Master of Cerimony è l’arbitro del gioco ed allo stesso tempo il mediatore tra il pubblico e l’artista. La scadenza termini di partecipazione: 25 marzo 2016

Questo bando si svolge nell’ambito del progetto CUNAE Nuove generazioni di artisti – Pratiche e processi per il ricambio generazionale dei giovani talenti 2015/2017.

Ecco i link dove è possibile scaricare il regolamento e le schede di partecipazione e le liberatorie: 

Regolamento 2016

Scheda partecipazione e Liberatorie Slam 2016

La partecipazione al Grande Slam è gratuita; al vincitore verranno assegnati la coppa del Grande Slam e un premio in denaro di 250 euro. I finalisti riceveranno una targa. Il luogo del gioco è il Teatro Galleria Toledo di Napoli.

Abbiamo pensato di intervistare il vincitore della scorsa edizione, il giovanissimo Andrea Landolfi, allora diciassettenne, che ci ha raccontato come lo SLAM gli ha aperto le porte ad un grande cambiamento nella sua vita, ovvero la decisione di diventare un danzatore. Andrea, attualmente, sta studiando a Livorno presso l’A.E.D. dove ha vinto una borsa di studio per poi poter accedere alla Codarts Dance Academy di Rotterdam.
Come hai vissuto l’esperienza dello Slam nella scorsa edizione? Qual è stato l’atteggiamento con cui lo hai affrontato e cosa ti spinse a partecipare?

Ho tanti ricordi positivi dello Slam. E’ stata una bella esperienza, ho avuto modo di confrontarmi con altri ballerini che come me studiano ogni giorno e sacrificano tanto per raggiungere un sogno. Ho affrontato il tutto con grinta, determinazione, energia, felicità ma allo stesso tempo ero anche ansioso e avevo paura di sbagliare. Ho partecipato allo Slam per due motivi: il primo era per dimostrare a me stesso di potercela fare, il secondo era per iniziare ad abituarmi a ballare in teatro.

E’ stata la tua prima esperienza con la creazione coreografica? Ti piace fare il coreografo di te stesso? Credi sia complicato?
No, non è stata la mia prima esperienza. Sin da piccolo mi divertivo ad improvvisare ascoltando musica e dopo un pò ho iniziato a fare piccole coreografie per divertirmi. Amo coreografare, anche se penso che non ne sia capace, ma penso anche che quando crei qualcosa mostri agli altri una parte di te stesso, la parte vera di te stesso, e il pezzo creato diventa tuo, inizi a sentire davvero il tuo corpo ed i tuoi limiti e tenti a tutti i costi di superarli. Si, a volte mi risulta complicato coreografare.

Cosa ha significato per te partecipare allo Slam? Credi che queste iniziative dovrebbero farsi più spesso?
Lo Slam, per me, ha significato molto. Come ho detto prima, ho avuto modo di confrontarmi con altri ballerini, ho avuto modo di crescere, incosciamente mi ha aperto la mente. Si, penso che queste iniziative si dovrebbero fare più spesso per dare la possibilità a tutti i ballerini, che lavorano ogni giorno, di crescere e di farsi notare, e per dare anche a più persone la possibilità di andare in teatro.

Cosa è successo, dopo lo Slam, nella tua vita?
La vittoria dello Slam mi ha dato speranza ed ogni giorno ho lavorato sempre con più determinazione, cercando di migliorare. Dopo lo Slam ho avuto solo un obiettivo, cercare di ballare in qualche accademia di danza contemporanea all’estero. Ora vivo a Livorno per aver ottenuto una borsa di studio in un’audizione per entrare al Codarts, e spero di entrarci quest’anno.

Come reputi il lavoro del danzatore?
Il lavoro del danzatore è un lavoro continuo, bisogna lavorare ogni giorno per raggiungere dei traguardi, per migliorare sia tecnicamente che espressivamente. In questo lavoro non deve apparire la fatica di quello che si fa e si deve, invece, riuscire sempre a comunicare qualcosa a chi lo guarda. Il lavoro di un danzatore è simile a quello di un pittore che dipinge, perchè come il quadro comunica qualcosa il danzatore fa lo stesso attraverso il suo movimento. Il lavoro del danzatore è una delle arti più pure e belle.

Credi che per fare coreografia bisogna avere un talento innato, una vocazione, oppure si può approcciare alla creazione anche dopo un percorso? per te come è stato?
Io credo che chiunque possa coreografare, penso che più si coreografa e più diventa semplice farlo. Penso che per coreografare non ci voglia nessun tipo di talento, si può seguire un’idea oppure farsi condurre dal movimento e da cosa si prova in quel momento. Coreografare mi risulta naturale, mi basta ascoltare la musica, muovermi cercando di ricordarmi il più possibile tutto quello che improvviso e fissare i passi. Tutto ciò mi fa sentire libero.

Preferisci essere coreografo o danzatore?
Per ora preferisco fare il danzatore perchè ho ancora tanto da imparare. Ma quando la mia carriera volgerà al termine proverò a fare il coreografo oppure l’insegnante.

Ti è mai capitato di dover danzare coreografie che non ti piacciono?
Si mi è capitato e non solo una volta. Ma penso che il lavoro del danzatore è anche questo, cercare di ballare con grinta coreografie che non piacciono o che richiedono un tipo di movimento diverso dal proprio.

Quale consiglio daresti ai giovani danzatori napoletani?
Sinceramente non mi sento di dare nessun consiglio, perchè anch’io ho tanto da imparare e non sono migliore degli altri. Ma, se proprio devo, il mio consiglio è questo: lavorare ogni giorno al massimo e fare di tutto per raggiungere il proprio obiettivo, anche se richiede tante rinunce.

Se fossi a Napoli ti verrebbe voglia di rivivere le emozioni dello Slam?
Si, perchè sarebbe come rivivere tutta quella ansia e quella grinta che mi faceva sentire vivo. 

Grazie ad Andrea…

Di seguito il link della sua coreografia, Land of shadows, vincitrice del Grande Slam 2015

Ed un estratto dei finalisti 2015: