foto Maurizio Denisi
foto Maurizio Denisi

Alla Galleria Toledo il 31 marzo si è svolta una dinamica e divertente edizione del Grande Slam, festa e gara di danza ideata otto anni fa da Gabriella Stazio e organizzata da tutto lo staff di Movimento Danza con la collaborazione del Teatro Stabile d’Innovazione. La serata era ad ingresso gratuito ma anche in questo caso si è realizzata l’innovativa proposta – provocazione della Stazio “Ti è piaciuto lo spettacolo?” in cui si chiede un contributo volontario pagando all’uscita se si è gradita la serata. Questo  sistema già adottato nel 2014 da Movimento Danza per la rassegna di giovani coreografi “Di seconda mano” riscuote successo e sottolinea simbolicamente l’importanza di finanziare eventi culturali.

Esibirsi davanti al pubblico non è mai facile per giovani danzatori tra i sedici e i venticinque anni, ma sfidarsi addirittura in una sorta di agone teatrale, con la giuria che esprime immediatamente i suoi voti, è veramente impegnativo e denota il coraggio dei partecipanti. Per questo motivo meritano tutti una citazione.

Ieri sera erano in undici ad esibirsi con creazioni proprie o degli insegnanti che li preparano: Serena Bartiromo, Manuel Calabrese, Manuela Canale, Danilo D’Arpino, Fabio De Rosa, Annaluna Ferrara , Maria Vittoria Giudice , Andrea Landolfi , Marco Lombardi, Valentina Valentino, Roberta Volpe .  I ragazzi, seguiti dall’arbitro della competizione, l’insegnante e coreografa Amalia Salzano, hanno tutti danzato con impegno e passione come ha sottolineato al microfono dell’impeccabile presentatrice Elisabetta Testa, Simona Perrella, membro junior della commissione, e quindi più vicina spiritualmente ai partecipanti. La singolare formula della gara, che ha visto l’ingresso in finale solo di cinque danzatori, Landolfi, Lombardi, De Rosa, Ferrara e Canale, subito chiamati ad esibirsi di nuovo, ha permesso loro di ritoccare espressivamente le  performances. In alcuni casi i più temerari hanno elaborato improvvisazioni coreografiche, ma tutti hanno danzato con una maggiore sottolineatura emotiva che ha permesso una crescita immediata dell’interpretazione mostrando il notevole potenziale dei finalisti  apprezzati dal pubblico. In  attesa dei risultati si è esibita l’unica professionista della serata, Valeria D’Antonio, che ha proposto il suo primo, intenso assolo “Archeologica”.  La Giuria, composta da Raffaella Tramontano – giornalista professionista ed esperta in comunicazione, nonché direttore di campadidanza.it, Rosario Squillace – regista e scenografo e direttore organizzativo della Galleria Toledo, Antonello Tudisco – Coreografo e danzatore, Simona Perrella – vincitrice dell’ultima edizione di “Coreografi in movimento”,  e da quattro membri del pubblico scelti a sorte sia per la semifinale che per la finale, ha proclamato  vincitore Andrea Landolfi, di diciassette anni, tra i più giovani in gara.

Lo abbiamo incontrato, emozionato e felicissimo, per chiedergli di presentare la sua coreografia.                                                                                        Il brano si chiama “Land of Shadows di Audiomachine”. Per la prima volta in questo assolo ho cercato di raccontare chi sono veramente, di come una scelta possa cambiarti totalmente. Prima ero una persona molto timida ma attraverso la danza ho imparato ad aprirmi e ad avere un carattere più forte.

Cosa hai provato a danzarla ieri per due volte davanti al pubblico?

Mi sono molto divertito ed è stato come se il pubblico non ci fosse, mi sentivo completamente coinvolto dalla danza. Ho provato un’emozione forse inedita o che ricorda quella che ho provato solo da bambino nella mia prima esibizione.

Nell’edizione di quest’anno del Grande Slam la presenza di maschi e femmine era quasi equivalente, cosa ti ha suggerito?

Penso che negli ultimi anni sia molto aumentato il numero di ragazzi che studiano danza superando tutti vecchi i pregiudizi. Ho molti amici appassionati di danza.

Cosa ti aspetti per il tuo futuro?

Ho iniziato a studiare danza a cinque anni ed ora il mio obiettivo è entrare alla Codarts Dance Accademy di Rotterdam che il prossimo 8 aprile farà un’audizione a Napoli. Comunque vada,  il mio obettivo è diventare un professionista ed entrare in una Compagnia. La danza per me è una compagna di vita e mi ha insegnato ad affrontare ed esprimere veramente quello che ho dentro, conquistando una grande libertà.

Roberta Albano