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Il Degas di Irma Cardano incontra il Museo di Pietrarsa, una iniziativa riuscita

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Pietrarsa è un luogo magico: qui nasce la storia delle ferrovie italiane. Il 3 ottobre 1839 nel Regno delle Due Sicilie veniva inaugurata la prima strada ferrata d’Italia. Era lunga 7.411 metri e congiungeva Napoli a Portici. Il tragitto fu percorso in 11 minuti da due convogli progettati dall’ingegnere Armand Bayard de la Vingtrie, su prototipo del modello ideato dall’inglese George Stephenson. Il progetto venne finanziato anche con l’intervento del banchiere René Hilaire Degas, nonno del famoso pittore francese. Su ispirazione del direttore del Museo, col patrocinio del Comune di Portici, grazie alla regia di Laura Zaccaria e le coreografie di Irma Cardano, il padiglione delle locomotive è stato animato dallo spettacolo In viaggio con Degas con due serate che hanno visto un pubblico numeroso ed entusiasta.

foto Luciano Buonomo

 

In quattro “luoghi deputati”, selezionati all’interno della vasta area museale, hanno preso vita otto quadri dipinti da Edgar Degas, grazie ai testi interpretati dall’attore Antonio D’Avino e le azioni danzate dai membri della compagnia Ivir Danza: Angelo Vincenzo Egarese, Francesca Formisano, Imma Noemi Sacco, Laura Malgieri, Luca Squadritti, Luigi D’Aiello Monica Cristiano, Sibilla Celesia e Vittoria Tarallo. I brani musicali sono stati sia interpretati dal vivo, dalla soprano Romina Casucci e dal pianista Luciano Ruotolo, sia su basi registrate con brani tratti da Mahler, Puccini ed altri autori contemporanei di Degas. Le donne dipinte da Degas, ballerine, stiratrici, prostitute o semplici clienti di negozi di cappelli, sono rappresentate in maniera semplice e diretta, non in maniera leziosa o contraffatta. Similmente il registro coreografico adottato da Irma Cardano è essenziale e diretto, con una notevole dose di ironia nei quadri Le Ballerine e Le stiratrici, in cui le lavoratrici sono colte nei momenti di pausa di lavori, diversi, ma ugualmente fisici e stancanti. L’Assenzio, quadro malinconico che denuncia l’alienazione di due avventori in un bar, una prostituta e un clochard, ritratti con le sembianze di due amici del pittore, è stato interpretato, per contrasto, da tre camerieri del bar, due uomini e una donna, distratti ed indifferenti alle vicende dei clienti. Lo stupro, quadro conosciuto anche con il titolo L’Interno, è stato interpretato con drammaticità dall’intenso passo a due in cui la Cardano rappresenta ciò che nel quadro viene solo immaginato dalla diversa postura della figura maschile e quella femminile contrapposte alle estremità del dipinto.

L’attesa, Nel negozio di cappelli e La tinozza, colgono figure femminili reclinate, dipinte di scorcio, come colte in momenti intimi e solitari in cui i loro pensieri, indefiniti e misteriosi, sono stati interpretati dalle danzatrici della compagnia Ivir Danza. La forza del gruppo, composto da Monica Cristiano, Francesca Formisano, Imma Noemi Sacco, Laura Malgieri, Sibilla Celesia, Vittoria Tarallo e da Angelo Vincenzo Egarese, Luca Squadritti, Luigi D’Aiello è esplosa nel quadro finale Esercizi di Giovani Spartani, quadro appartenente al periodo giovanile di Degas, in cui l’agone fisico ed agonistico degli atleti dipinti si rispecchia nella dinamica e potente coreografia d’insieme della Cardano.

E’ stata un’iniziativa riuscita ed illuminata, che verrà replicata in nuove date, e che ha il merito di unire la forza espressiva del linguaggio della danza e del teatro, e la forza monumentale delle locomotive conservate nello splendido Museo di Pietrarsa.

Roberta Albano

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