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Hòios eí/Donna al Teatro dei 63, emozionante duetto tra parole e danza

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Foto di Marco Gambardella

Hòios eí/Donna (ciò che sei, donna) ha debuttato sabato sera al Teatro dei 63, lo spazio gestito dall’associazione Quartieri Airots presieduta da Salvatore D’Onofrio, nell’ambito della rassegna Agorà, convergenze artistiche, progetto a cura di Airots in collaborazione con ANTEGO, AKERUSIA DANZA e ITINERARTE. Si tratta di uno spettacolo dedicato alla donna e alla consapevolezza di sé, nell’ambito di una continua ricerca del ruolo delle donne in una società sempre in evoluzione, ed oggi, anche in piena crisi di valori. I testi di autori vari, tra cui si segnalano Maurizio de Giovanni, Eduardo e Patrizia Rinaldi, coniugano varie dimensioni della femminilità: dal coraggio e dalla sua vocazione all’accudimento, alla ‘debolezza’ in amore, dalla maternità come scelta, alla miseria e alla follia allucinatoria che ne deriva. Attraverso la bella lettura di Tina Femiano appaiono varie figure femminili che prendono forma nelle efficaci interpretazioni danzate da Sabrina D’Aguanno e Sonia Di Gennaro.

Foto di Marco Gambardella

In un duetto tra parola e danza lo spettacolo trasporta il pubblico in un susseguirsi di emozioni in cui le protagoniste partono da una condizione di debolezza e di insicurezza, la fine di un amore, di un progetto di vita e di un’identità costruita su un progetto di coppia, e gradualmente si evolvono in quel processo di consapevolezza e conoscenza di sé, che è proposto fin dal titolo. L’ultimo brano, un bel racconto di Patrizia Rinaldi, ci porta in un mondo contadino, misero e duro, da cui la protagonista si libera con un sogno a metà tra il delirio e la follia creativa. Il gesto e la parola, in una simbiosi che nel teatro di danza, da secoli, non è mai data per scontata, suggeriscono figure forti e ben definite che portano le interpreti e gli spettatori in un viaggio attraverso alcune profonde tematiche della femminilità in maniera appassionata e coinvolgente. Proprio quando la parola e la danza non sono separate, ma agiscono insieme con le danzatrici che si muovono al ritmo dell’intonazione della recitazione, in un linguaggio coreico che non è mimetico ma evocativo, si ottengono i momenti teatrali più riusciti ed originali. L’ ideazione e la regia dello spettacolo sono di Elena D’Aguanno e Tina Femiano, l’elaborazione del progetto è di Paola Rivazio, le musiche di vari autori, le luci di Elena D’Aguanno e Ciro Di Matteo, i costumi di Akerusia Lab. Lo spettacolo andrà di nuovo in scena il 16 dicembre al Teatro Magma di Torre del Greco.

Roberta Albano

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