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Il 29 luglio scorso Giuseppe Picone è stato nominato direttore del Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo e la notizia ha invaso il mondo della danza nazionale e internazionale suscitando consensi e approvazioni incondizionate. Giuseppe Picone ha iniziato a 9 anni gli studi di danza  alla Scuola di Ballo del San Carlo diretta da Anna Razzi e a soli 12 anni fu selezionato da Beppe Menegatti per interpretare il giovane Nijinsky nell’omonimo balletto con Carla Fracci e Vladimir Vassiliev, ha poi proseguito formandosi anche all’Accademia Nazionale di Danza di Roma.  Giovanissimo è entrato come solista nella Compagnia dell’English National Ballet a Londra ballando per Lady Diana che volle incontrarlo personalmente.  A 21 anni era già nella Compagnia dell’American Ballet Theatre, laddove altri sono arrivati ad oltre trent’anni d’età. Campadidanza  ha preferito  incontrare Picone a qualche giorno di distanza dalla comunicazione e dopo che sono iniziati i primi contatti con la direzione del Teatro a cui va dato il merito di aver fatto una scelta che,  coadiuvata dalla commissione di valutazione composta da Anna Razzi, Mauricio Weinrot ed Eric Vu-An,  ha valorizzato la qualità e l’eccellenza.

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Come si sente a qualche giorno di distanza dalla sua nomina di direttore ?

Dopo lo  stupore iniziale per la comunicazione della notizia,  ora sta prendendo piede la soddisfazione  per l’onore della nomina  e l’entusiasmo per il vortice di idee che hanno come scopo la valorizzazione del Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli.

In questi primi giorni di agosto ha preso contatto con la  Sovrintendente Rosanna Purchia e con la direzione del Teatro, qual è stata la sua impressione?

Sono stati giorni fantastici, è stato un meraviglioso ritorno a casa non solo per aver ritrovato i luoghi in cui sono cresciuto ma per l’entusiasmo e l’affetto che mi hanno circondato. La sovrintendente Purchia, il direttore Apicella e tutto lo staff si sono mostrati subito molto collaborativi ed entusiasti delle mie proposte.  Nonostante fosse già stata programmata la prossima stagione, sono state approvate già alcune modifiche ad Autunnodanza che verranno formalizzate  a settembre. Posso dire che   verrà confermata la serata con Svetlana  Zakharova.  Anche per lo Schiaccianoci in scena a dicembre, sono state accettate le mie proposte.

In che maniera intende programmare la crescita della Compagnia di Ballo?

Le cose vanno fatte con serietà e professionalità non si possono fare scelte frettolose che mettano in difficoltà una compagnia giovane e ricca di talenti. Credo che un solo  balletto di repertorio in una stagione sia troppo poco ma è un’evoluzione che dovrà avvenire gradualmente. Il mio ideale sarebbe riuscire a programmare tre balletti di repertorio all’anno e quattro titoli moderni e contemporanei. Ci sono coreografi importantissimi del Novecento che non sono quasi mai stati programmati al San Carlo, vorrei ovviare a questa carenza per far crescere l’esperienza dei ballerini della Compagnia ed offrire nuovi  balletti e coreografi al pubblico.

Pensa che potrà scontrarsi con problemi di budget?

Tutti conosciamo le difficoltà burocratiche che colpiscono le amministrazioni in Italia, però credo che con il buon senso si possano trovare soluzioni interessanti. Intorno al mio nome si sono fatti già avanti degli sponsor, si deve trovare il modo di utilizzare queste opportunità per la crescita della Compagnia, ad esempio con tournée in Italia e  all’estero.

Qual è il suo  rapporto ha  con la nuova direzione della Scuola di Ballo del San Carlo di Stephane Furnial?

Credo che saranno  ottimi e d’altra parte oggi oltre il 50% dei membri della Compagnia provengono dalla Scuola. E’ mia intenzione coinvolgere gli allievi più meritevoli  nelle produzioni del Teatro per favorire la loro crescita.

Come già detto la sua nomina ha raccolto solo consensi,  quali sono stati i messaggi che più l’hanno stupita?

Effettivamente tanti amici e colleghi si sono congratulati con me e ciò mi ha gratificato perché vuol dire che in questi anni ho seminato bene. Tutti sono stati graditi ma ho trovato particolarmente affettuosi i messaggi di Charles Jude,  già étolie dell’Opera di Parigi ed oggi direttore della Compagnia del Grand Theatre di Bordeaux di cui sono stato per cinque anni étoile ospite.  Anche Josè Martinez, con cui ho ballato in numerosi Gala di danza, e Maximiliano Guerra,  dal teatro Colon di Buenos Aires  di cui è il direttore, mi hanno  mandato  messaggi di congratulazioni e attestati di stima.

Con la direzione di Giuseppe Picone, stella napoletana  della danza italiana nel mondo, si conferma la strada già affrontata dalla Sovrintendente e dal Consiglio d’indirizzo della Fondazione di difendere e valorizzare il Corpo di Ballo e la danza al Teatro di San Carlo. La scelta di un nome di prestigio, conosciuto ed apprezzato anche all’estero, speriamo possa dare al Corpo di Ballo del San Carlo l’opportunità di   ampliare il proprio repertorio coreografico ed artistico ed acquisire  una meritata visibilità nazionale ed  internazionale.

 

Roberta Albano

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