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    “Foglie nel vento”, poesia in scena per ridere, piangere e sognare sul passare della vita

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    Quanti angoli e anfratti meravigliosi ha Napoli. E quando capita che in uno di questi luoghi ci si ritrova a vedere un bello spettacolo, l’alchimia é perfetta. Ed é quello che é capitato a me sabato 8 settembre  nel cortile del Convento di San Domenico Maggiore. un luogo magico incastrato nei vicoli adiacenti piazza San Domenico Maggiore. In scena “Foglie nel vento” spettacolo di clown e musica dal vivo, regia di Jose Piris con la Compagnia delle Nuvole. Uno spettacolo dolce, poetico nel quale ci si abbandona alle emozioni. Protagonisti Maria Giulia Fiorino performer eclettica di origine napoletana che io avevo già visto al Maschio Angioino nel 2012, nell’ambito di una rassegna estiva, in veste di danzatrice e coreografa. Dopo 6 anni me la sono ritrovata cantante con in curriculum due premi internazionali vinti come danzatrice, ma anche come scritttice e poeta. Insomma una artista diversa da quella che avevo conosciuto. E poi Piero Partigianoni, direttore e fondatore del “Semillero” Escuela International di Clown (Granada), professore di Clown della scuola internazionale di Mimo “Nouveaux Colombier” (Madrid), Fondatoredi Immaginario Teatro, compagnia di clown teatro e circo, con la quale ha vinto ben 7 premi. Un artista eclettico.

    In scena, insieme, hanno raccontato una storia d’amore difficile tra il clown Spinky e Petit Suite una donna complessa, rappresentata come una sorta di robot senz’anima. Una storia d’amore che si interrompe per far spazio a un amore nuovo tenero, pulito e forte che nasce improvviso tra Spinky e il suo Angelo dell’Ascolto. “Una storia per ridere, piangere e sognare sul passare della vita” è scritto nel programma di sala. Un’ora e dieci minuti di poesia che ti prende dal primo momento all’ultimo lasciandoti senza fiato. Una bella storia d’amore che si snoda sotto una sorta di igloo aperto che può essere una gabbia, ma anche una casa, un rifugio. Dove L’Angelo dell’Ascolto dondolandosi su una altalena che muove pedalando una bicicletta canta in varie lingue accompagnandosi con una chitarra e giocando con il clown Spinky. Un sogno d’amore che soltanto al momento dei ringraziamenti, per il modo di prendersi e intrecciare le mani dei due protagonisti, si comprende che è una storia reale.

    Ma come mettete in scena la vostra storia di amore?

    Chiedo ai due protagonisti a fine spettacolo.

    “Si, perchè a volte per superare la realtà bisogna affidarsi al sogno. La natura ci insegna che se non cadono le foglie, la pianta non si rigenera. E da questo nasce il nostro spettacolo – dice Maria Giulia – e anche la nostra storia…”.

    Ma come è successo?

    “Un anno fa, ero alle Canarie, sono andata a vedere un spettacolo di Piero e ne sono rimasta forgorata”.

    Il tuo cambiamento artistico però era già cominciato..

    “Si, assolutamente. Da tempo mi ero allontanata dalla danza. Avevo cominciato a studiarla a 9 anni  e a 22 ho avuto una sorta di rigetto. E’ cominciata una rivoluzione dentro di me che mi ha spinto ad andare alla ricerca di altro.. Ho sentito che dovevo andare oltre, sperimentare. E ho scoperto la musica che sempre avevo tenuto nel cassetto. E poi l’arte del Clown Quando Piero mi ha offerto una borsa di studio non ho esiato un attimo e da lì è cominciato tutto”.

    Piero, invece la tua storia qual è?

    “Sono di origine italana, della zona della Ciociaria. Nel 2008, come capita a tanti giovani artisti sono andato all’estero e a Ibiza ho incontrato il mio maestro olandese Eric Debout e sono rimasto con lui in compagnia per ben 4 anni, diventando anche primo clown. Ad un certo punto ho sentito l’esigenza di staccarmi e nel 2012 ho fondato la mia compagnia Immaginario Teatro. E ora faccio spettacoli miei. E  li faccio con Giulia”.

    Nei giorni in cui è andato in scena lo spettacoloho ho visto che avete anche organizzato un laboratorio sul “Clown poetico” Canto, Danzo e Sento Clown…

    “Si – risponde Piero – il progetto prevede spettacolo e laboratorio. Un laboratorio sull’essere se stessi, sull’esprimere liberamente le proprie emozioni con sincerità, amore, generosità, profondità e divertimento. Attraverso il clown, il canto libero e la danza istintiva proponiamo un ambiente di non giudizio dove il grande obiettivo è trovare il canale per esprimere ciò che abbiamo dentro, E’ una ricerca che si avvale della tecnica, ma va ben oltre, un lavoro personale e profondo dove la connessione con se stessi e con gli altri è lo strumento per trasformare il nostro mondo interiore in materiale scenico, artistico, creativo e comunicativo”.

    Un bel progetto, un bello spettacolo che speriamo di vedere in altre strutture, piazze e teatri.

    Raffaella Tramontano

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