Ha preso il via al teatro Augusteo la “Primavera Danza” del Teatro Mercadante, con Rocco firmato dal coreografo di origine italiana Emio Greco e dal drammaturgo/coreografo Pieter C. Scholten, due autorità nel mondo europeo della danza.

Solare il primo, riservato l’altro, sono riusciti a creare un asse artistico interessantissimo tra Amsterdam e Marsiglia dirigendo contemporaneamente  la compagnia di danza olandese ICKamsterdam, e il  Ballet National de Marseille.  A Napoli sono molto amati, il pubblico li ha conosciuti bene al Napoli Teatro Festival qualche anno fa e per questa prima c’era grande attesa.

In scena un enorme ring intorno al quale viene fatto sedere parte del pubblico. Bastano pochi minuti per comprendere che lo scopo è quello di far diventare i danzatori  pugili e i pugili  danzatori. Sul ring gli avversari si sfidano sferrando colpi con un veloce gioco di gambe e tattiche virtuose. La tensione aumenta dopo diversi round di pesanti corpo a corpo fino al punto in cui l’altro si infuria e colpisce. I danzatori rappresentano la fratellanza in tutti i sensi: il buono e il cattivo, il diavolo e l’angelo, sono Caino e Abele, Romolo e Remo. Nel combattimento ravvicinato i rapporti si incrinano e i danzatori mettono alla prova i loro limiti fisici e psicologici, come in un “dark ride” coreografico.

Rocco, è ispirato al film di Luchino Visconti “Rocco e i suoi fratelli”, e sul palcoscenico si avverte la stessa tensione del film. Nella pellicola di Visconti si trattano i temi della fratellanza, della lotta per una vita migliore e della ricerca di identità da parte di coloro che hanno dovuto staccarsi dalle proprie origini per necessità. Emio Greco e Pieter C. Scholten hanno voluto creare una somiglianza tra la danza e la boxe. La preparazione mentale e il virtuosismo del corpo del pugile e del danzatore hanno molto in comune: la padronanza estrema del corpo e di una disciplina ferrea sono indispensabili in entrambi i casi. Molto spesso, infatti, Mohamed Ali è stato paragonato ad un danzatore, per l’agilità, la grazia e la velocità mostrate sul ring. In Rocco si mette in evidenza questa relazione, creando tra le due discipline un forte legame sia gestuale sia drammaturgico.

Non manca l’ironia: in scena entrano per primi due pugili travestiti da topi che ad un certo momento sono anche allenatori e intrattenitori tra un round e un altro. Fino a diventare, togliendosi i vestiti e “svelandosi” dei danzatori/boxer.

Uno spettacolo intenso e anche a tratti ironico nel momento in cui due dei pugili cantano la canzone “Parole Parole” di Mina in versione francese. Bravissimi e belli i quattro protagonisti uomini; Denis Bruno, Quentin Dehaye, Pedro Garcia, Alejandro Alvarez Longines. La musica è di Pieter C. Scholten; le luci di Paul Beumer, Pieter C. Scholten; i costumi di Clifford Portier; la produzione del Ballet National de Marseille / ICK.

Un bel successo per uno spettacolo al quale auguriamo lunga vita. Un buon inizio per la Primavera del Mercadante, una primavera meritata dopo la pioggia degli ultimi giorni.

Gabriella Mambrini