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Si è appena diffusa la notizia della morte, ad 82 anni, del maestro Zarko Prebil. Nato a Spalato in Corazia nel 1934 studiò all’accademia del Tatro dell’Opera di Zagabria presso il quale iniziò la carriera di ballerino. Nel 1955 si trasferì nella compagnia di Ballo dell’Opera di Stato di Belgrado. In una bella intervista di Elisabetta Testa  su Campadidanza del 1 dicembre 2014 raccontò che si innamorò del balletto assistendo ad undici anni ad un Romeo e Giulietta. Terminata la carriera di ballerino si specializzò all’Accademia Coreografica di Mosca studiando con il grande maestro Nikolai Tarasov, autore di un importantissimo trattato sulla tecnica maschile e considerato il più grande esponente della scuola moscovita da sempre in competizione con quella di Leningrado, allora guidata da Agrippina Vaganova.Zarko-Prebil-foto

Nel 1968 arrivò in Italia al Teatro dell’Opera di Roma per un allestimento di Giselle, con Vladimir Vassiliev ed Ekaterina Maximova che ebbe un successo clamoroso. Da allora  non si è in pratica allontanando più dal nostro Paese collaborando a moltissimi allestimenti di balletti di repertorio dell’800  e portando il repertorio classico di Petipa al Teatro dell’Opera di Roma e in tanti altri teatri della penisola. Prebil su invito della allora  direttrice Giuliana Penzi, è diventato dal 1978 il Maestro dei corsi di Perfezionamento all’Accademia Nazionale di Danza di Roma formandone tutti i docenti ancora in attività.  Generazione di ballerini e maestri si sono formati con lui, rigoroso, talvolta implacabile, esigente ma capace di trasmettere un grande rispetto per l’arte della danza. E’ stato il divulgatore della metodologia russa in Italia spingendo l’Accademia Nazionale di Danza a modernizzare la tecnica di insegnamento della danza classica e contribuendo ad un’evoluzione  artistica di tutta la danza italiana e soprattutto di quella maschile. Per il Maestro diventare un bravo artista della danza  non era  solo questione di tecnica, considerata comunque indispensabile, ma di sensibilità e cultura per poter diventare  veramente comunicativi in scena.

Nel 2003 è stato insignito dal Presidente Ciampi del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica italiana per la sua attività di divulgazione dell’Arte nel nostro paese e in tutto il mondo.

Abbiamo chiesto ad Ugo Ranieri, già Primo Ballerino del Teatro di San Carlo, suo allievo napoletano  prediletto, un ricordo:

Ugo Ranieri

Quando e dove hai studiato con il Maestro Prebil?

Zarko Prebil venne al San Carlo con Vladimir Vassiliev quando io ero ancora   nella scuola e mi scelse per il ruolo di primo ballerino in una coreografia Omaggio ad Ulanova ( famosa ballerina russa, prima interprete della  Giulietta di Prokofiev). Poi l’ho seguito a Roma e devo tutto a lui. Ho studiato un anno intero in Accademia e poi, negli anni della mia carriera nel Massimo napoletano, tornavo spesso a Roma quando avevo bisogno di rimettermi in forma.

Come persona cosa puoi dire di lui, sembrava molto riservato.

Ognuno di noi ha i suoi difetti, io l’ho sempre visto come il mio Maestro, l’unico. Amava molto il balletto e ci ha trasferito l’amore e la passione per la danza, per il rigore e la disciplina. Mi ha aiutato molto e sentivo di essere tra i suoi prediletti.

Ora che sei Maitre de Ballet e giri nei Teatri di tutta Europa, lo ritieni un modello?

Sempre!

Cosa ti ha insegnato e trasmesso in particolare?

Mi ha insegnato prima di tutto la tecnica della danza, analizzando tutto senza casualità, amandola e spingendomi ad arrivare all’obiettivo con sudore e lavoro. Con il suo metodo si può danzare con tutti i coreografi e ballare ogni genere.

Roberta Albano

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