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Dance or Die è il tatuaggio che Ahmad Joudeh ha dietro la sua nuca. 27 anni, ballerino siriano palestinese….e nella valigia della vita porta con se storie che quasi fanno rabbividire!

Cresciuto ad Yarmouk, un campo profughi palestinese a Damasco, figlio di padre palestinese e madre siriana, Ahmad Joudeh, non solo ha dovuto lottare per la sopravvivenza come ballerino durante la guerra siriana, ma ha anche combattuto una dura guerra privata per realizzare il suo sogno.
Mio padre mi ha sempre proibito di ballare” dice “perché nella nostra cultura, essere un ballerino è la cosa peggiore che tuo figlio può scegliere . Ha detto che era una vergogna per la famiglia e mi ha chiesto di studiare inglese o medicina. Ma ho detto no, questa è la mia vita. Ho preso lezioni di danza in segreto. Quando mio padre lo ha scoperto, mi ha picchiato alle gambe con un bastone di legno. Gli ho detto: o ballo o muoio “.

Ahmad non ha mai mollato e ha inseguito il suo sogno di diventare ballerino nonostante le percosse del padre, le minacce dell’ Isis, la guerra in Siria.
Studia a Damasco presso la principale compagnia di danza della Siria e presso l’Istituto Superiore per le Arti Drammatiche. Dai 17 anni, nel suo tempo libero, insegna a danzare a orfani e giovani con sindrome di Down nei villaggi intorno a Damasco.
Nel 2014 Ahmad Joudeh partecipa alla versione araba di So You Think You Can Dance. Arriva in semifinale ma non vince perché palestinese e senza nazionalità. L’apparizione in questo programma lo rende celebre sia in Siria che all’estero ma gli procura l’odio dell’Isis.
La cultura islamica proibisce la danza. Ero ricercato dall’Isis
E dalla apparizione al reality il giornalista olandese, Roozbeh Kaboly, decide di documentare la vita di Ahmad e della sua famiglia per il programma televisivo olandese Nieuwsuur. Ne è venuto fuori un docu-film, Dance or Die, che è stato trasmesso in Olanda nel luglio 2016 e poi dai media internazionali.

video Dance or Die – Episodio 1
Dopo aver visto il documentario, Ted Brandsen, direttore del Dutch National Ballet, ha deciso di aiutare Ahmad Joudeh. Insieme con diversi colleghi ha dato vita a una vera catena di solidarietà. In questo modo il Balletto Nazionale Olandese è riuscito la scorsa estate a portare Ahmad Joudeh ad Amsterdam per continuare i suoi studi e aiutarlo a realizzare il suo sogno di danzatore.
In pochi mesi la vita di Ahmad è cambiata. Da settembre 2016 studia ogni giorno diverse tecniche di danza.E lo scorso dicembre il suo debutto nella compagnia del Dutch National Ballet nella divertente versione di Coppélia di Ted Brandsen .
Poi l’incontro con Roberto Bolle e lo scorso aprile la partecipazione a Livorno al Gala Internazionale di Danza Hommage a Marika.

video Dance or Die – Episodio 2
La storia di Ahmad è sicuramente la sconfitta di chi vuole solo la guerra e la vittoria del “potere” della danza e di come non bisogna mai smettere di inseguire i propri sogni.

 

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