ROMA – Domenica 11 novembre il Teatro Argentina ospiterà l’ultima data in programma per Grandi Pianure a cura di Michele Di Stefano. A chiudere questa avvincente rassegna di danza contemporanea è un doppio appuntamento con la coreografa italiana Cristina Kristal Rizzo che presenterà il suo ultimo progetto di ricerca coreografica VN Serenade. Verklärte Nacht (Notte trasfigurata) di Arnold Schönberg, Serenata in do maggiore per archi op. 48 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
Questo lavoro indaga il rapporto più prossimo tra danza e musica, emancipando le potenzialità espressive del corpo, l’eleganza del gesto, la reversibilità che intercorre nello spazio tra impulso e decisione, tra determinazione e imprevisto in cui l’umano si esperisce come puro potenziale. La dimensione coreografica si avvale di due metodologie differenti nell’approccio alla forma, ma speculari nella generazione di un’esperienza estetica in cui lo spazio tra la realtà e l’apparenza, l’individuo e la collettività costituisce un rinnovato luogo di libertà per il sensibile, una diversa postura politica dei corpi.
Verklärte Nacht nella versione del 1943 per orchestra d’archi apre la serata ed è l’incipit per articolare una danza viscerale, in un susseguirsi di duetti in cui è l’istinto del corpo nell’ascolto musicale a prevalere sul concetto, a disegnare l’immagine dinamica del gesto artistico. È la partitura di Schönberg, che lo stesso autore nel 1950 definisce come musica pura, a condurre l’interiorità, a far vibrare l’impersonale della danza come potenziale, come origine e materia di un senso a venire.
Serenade op.48 in do maggiore per archi, è il primo balletto originale che Balanchine creò in America nel 1934 per gli studenti della Scuola dell’American Ballet Theatre. Il balletto è una pietra miliare nella storia della danza ed è tutt’oggi nel repertorio del New York City Ballet. La creazione di Balanchine, pensata come una sorta di lezione di tecnica on stage, prevede 28 danzatori in costumi blu davanti ad uno sfondo blu. È dunque il rapporto più diretto con la forma coreografica che viene proposto come disciplina e dedizione rigorosa alla domanda che ogni profonda trasformazione del corpo e del linguaggio produce. Un’ecologia dell’esperienza dove tutto procede a coinvolgere in un unico istante i processi del pensiero, la sensibilità, l’immaginazione, la fisicità del movimento, l’attenzione, l’adesione estetica a una vertigine, senza più distinzione tra materia e forma. È un incedere lento, inesorabile, l’incedere di un presente indicativo dove l’attimo non è che il sembiante di un tempo più vasto, il carattere antico di un eterno ritorno. Ed è proprio ancora Schönberg a darci la chiave di lettura migliore di questa scommessa: When the form is in place everything within it can be pure feeling.

La serata si aprirà alle ore 19,30 nella Sala Squarzina del Teatro Argentina dove verrà presentato il libretto VN Serenade sul progetto di Cristina Kristal Rizzo, a cura di Stefano Tomassini. Inteso come un quaderno di approfondimento del materiale artistico e del processo creativo della coreografa per VN Serenade, a partire dalle suggestioni di Schönberg e Čajkovskij, la recente pubblicazione vuole essere un viaggio nella visione artistica e coreografica di Cristina Kristal Rizzo. Il libretto, che contiene un breve intervento critico di Stefano Tomassini e una larga intervista dello stesso curatore all’artista, è corredato di un importante apparato iconografico ed è testimonianza del lavoro VN Serenede, una produzione di LuganoInScena, in coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura, Orchestra della Svizzera Italiana e CAB 008,  che ha debuttato al LAC di Lugano il 25 novembre 2017.

A seguire, alle ore 21, lo spettacolo VN Serenade sarà di scena al Teatro Argentina. Parte integrante dello spettacolo sono il disegno luci a cura di Carlo Cerri e i costumi realizzati dalla giovane Laura Dondoli.

Il nero come in una notte scura avvolge tutto lo spazio, un nero abisso da cui far emergere la fosforescenza della pelle dei corpi, il calore che trasuda la pelle quando l’emozione ci attraversa. Da qui, dalla notte scura e trasfigurata, si passa con un balzo temporale non cronologico alla purezza della forma di Balanchine, all’inizio del Balletto come lo sentiamo oggi o all’inizio della destrutturazione della forma balletto. Il nero si aprirà a una luce lattiginosa e compatta, a un elettrico azzurro Balanchine. I costumi sono stati pensati come abiti che non chiudono il corpo né lo disegnano, ma contribuiscono cromaticamente all’equilibrio dell’intera visione, portando fuori la nuance emotiva di Verklärte Nacht, per poi trasformarsi in un’immagine a specchio per Serenade. Dunque nuances tono su tono, colori notturni, cielo e bosco, accesi all’improvviso da colori caldi- “albeggianti” a sostenere l’idea di uno stato d’animo che si trasforma come un paesaggio mutevole. Il bosco, la notte è davanti a noi o forse è ovunque intorno a noi.

Coreografia Cristina Kristal Rizzo

Con Annamaria Ajmone, Marta Bellu, Linda Blomqvist, Jari Boldrini, Marta Capaccioli, Nicola Cisternino, Lucrezia Palandri, Giulio Petrucci, Cristina Kristal Rizzo, Stefano Roveda, Sara Sguotti

Light Design Carlo Cerri

Costumi Laura Dondoli e Cristina Kristal Rizzo

Assistente Musicale Federico Costanza

Produzione LuganoInScena

In coproduzione con LAC Lugano Arte e Cultura e CAB 008

Con il supporto di Armunia Centro di residenza artistica Castiglioncello (LI) Festival Inequilibrio

Sponsor di produzione Clinica Luganese Moncucco  |  in collaborazione con Hotel de la Paix

Con il sostegno di MiBACT e Regione Toscana

 

Letizia Gioia Monda

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