Chi scrive di danza negli ultimi anni è costretto sempre più di frequente, purtroppo, a dare notizia della chiusura di compagnie e corpi di ballo. Un rischio che ha corso anche la Compagnia di Balletto Classico di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu, come vi avevamo annunciato lo scorso gennaio. Ma possiamo tirare un respiro di sollievo: c’è ancora un futuro per questa storica realtà professionale e questo futuro ha quattro nomi, quelli dei giovani danzatori che subentrano ai due fondatori nella gestione, tutti provenienti dalla fucina di Reggio Emilia. Sono Nicoletta Stefanescu, figlia minore di Marinel, già diplomata alla Scuola di Balletto nel 2007, i primi ballerini Elena Casolari e Rezart Stafa, diplomati nel 2003 alla stessa Scuola (la Casolari tra l’altro è stata diretta allieva della signora Cosi quando ancora insegnava regolarmente alla Scuola) e il primo ballerino Dorian Grori, arrivato in Compagnia nel 2000. Insieme danno vita al Nuovo Balletto Classico, che come chiarisce lo stesso nome vuole essere un’esperienza nuova ma nel segno della continuità. Su espressa richiesta dei quattro ballerini rimangono, infatti, in qualità di direttori artistici sia della Scuola professionale sia della Compagnia, Liliana Cosi e Marinel Stefanescu, che si dichiarano felici di questo passaggio di testimone perché si rivedono in questi giovani che hanno l’età che avevano loro stessi quando hanno iniziato l’avventura a Reggio Emilia e nel mondo. Già è stato definito il fitto programma dei prossimi mesi, con una serie di appuntamenti che s’incrociano tra la vecchia e la nuova gestione: il 19 maggio uno spettacolo al Teatro de André a Casalgrande, il 22 maggio l’Esame d’ammissione per la frequenza del nuovo anno scolastico, il 5 giugno lo spettacolo di fine anno della Scuola al Teatro Valli di Reggio Emilia, il 16 giugno uno spettacolo a San Gimignano, il 4 luglio l’inizio dei Corsi estivi. Avranno, insomma, un gran bel da fare i neo-gestori, che raccolgono un’eredità importante dando inizio ad un nuovo capitolo di un libro che – e di questo ne siamo davvero contenti – è ancora molto lontano dalla fine.