CinemaèDanza è un ciclo di film intorno all’universo della danza senza distinzioni di genere e, dopo il suo debutto con successo al Cortona Mix Festival dello scorso luglio, avrà il suo secondo appuntamento ad Arezzo giovedì 23 ottobre presso il Teatro Pietro Aretino.

Il secondo appuntamento della rassegna propone al pubblico La Danse – Le Ballet de l’Opéra de Paris di Frederick Wiseman, neo vincitore del Leone d’oro alla carriera alla 71a Mostra del Cinema di Venezia.

La Danse illustra il funzionamento del Ballet de l’Opéra de Paris , una delle più grandi compagnie di danza al mondo, dalla sua direzione, al supporto tecnico e alle lezioni, fino alle prove e alle rappresentazioni di sette balletti: Paquita di Pierre Lacotte, Lo schiaccianoci di Rudolf Nureyev, Genus di Wayne McGregor, Medea di Angelin Preljocaj, La casa di Bernarda Alba di Mats Ek, Romeo e Giulietta di Sasha Waltz e Orfeo e Euridice di Pina Bausch.

Frederick Wiseman è un documentarista indipendente. Ha realizzato 39 documentari e 2 film di finzione: opere narrative drammatiche che cercano di ritrarre la gioia e la tristezza, la commedia e la tragedia dell’esperienza umana all’interno di una grande varietà di istituzioni sociali contemporanee. Tra i suoi documentari si ricordano Titicut Follies(1967), Welfare (1975), Public Housing (1997), Near Death (1989), La Comédie Française ou L’amour joué (1996), La Danse. Le Ballet de l’Opéra de Paris (2009) e At Berkeley (2013, presentato a Venezia). Wiseman, che è stato presente 7 volte a Venezia, ha vinto numerosi premi tra i quali quattro Emmy, un MacArthur Prize Fellowship e un Guggenheim Fellowship. È anche regista di teatro, dove ha diretto The Last Letter, tratto dal romanzo Life and Fate di Vasily Grossman, e Happy Days di Samuel Beckett alla Comédie-Française. La sua opera più recente è National Gallery (2014), presentata all’ultimo Festival di Cannes.

La rassegna CinemaèDanza è una rassegna promossa dall’Associazione Sosta Palmizi ed è curata da Silvia Taborelli e Raffaella Giordano. E’ realizzata nell’ambito del progetto a sostegno delle residenze artistiche della Regione Toscana in collaborazione con Comune di Cortona e Cortona Mix Festival, Comune di Arezzo, Le Fornaci Centro Culturale Auditorium di Terranuova Bracciolini e Associazione Culturale MACMA.

Alla proiezione del 23 ottobre, seguirà l’ultimo appuntamento il 27 novembre a Terranuova Bracciolini con The Man Behind the Throne, biografia di Vincent Paterson, coreografo di grandi artisti del pop come Michael Jackson e Madonna.

Silvia Taborelli spiega ai lettori di Campadidanza come è nata la rassegna e quali sono i suoi contenuti.

Come nasce CinemaèDanza?
CinemaèDanza è una rassegna nata circa un anno fa in seguito al mio incontro con Raffaella Giordano ed è il risultato del dialogo tra esperienze artistiche diverse.
D’altra parte l’idea di una rassegna che parlasse di cinema e danza si è potuta sviluppare e concretizzare seguendo una delle principali linee di azione dell’Associazione Sosta Palmizi che mira a promuovere la cultura della danza con iniziative ad ampio raggio e a raggiungere un pubblico sempre nuovo e diverso.

Abbiamo concepito un progetto che si sviluppasse come una rassegna annuale, alla stregua delle altre organizzate da Sosta Palmizi sul territorio aretino.

Questo primo anno di programmazione, che verrà come edizione 0 un po’ sperimentale, abbiamo voluto tramutare la difficoltà di non avere più un vero e proprio cinema nella città di Arezzo (a seguito della chiusura dell’Eden), nell’occasione per intessere diverse collaborazioni e rendere la rassegna itinerante su tre territori differenti della provincia di Arezzo.
Il primo appuntamento al Cortona Mix Festival è stato accolto molto bene e confidiamo di ripetere negli anni la collaborazione; le prossime proiezioni saranno invece al Teatro Pietro Aretino di Arezzo e all’Auditorium Le Fornaci di Terranuova B.ni.
L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Progetto a sostegno delle Residenze Artistiche della Regione Toscana e certamente per svilupparsi negli anni ci auspichiamo possa ricevere ulteriori contributi specifici.

Dancing Dreams, La Danse, The Man Behind the Throne. Perché la scelta di questi tre film?
Il lavoro è partito con una fase di ricerca che ci ha condotto ad una rosa di film piuttosto ampia e variegata. Il cinema e la danza sono due settori dell’espressione artistica molto vasti e il legame che li unisce è piuttosto antico, siccome coincide pressappoco con la nascita del cinema stesso. Tutto questo ci ha imposto una scelta mirata dei film da proporre. Naturalmente abbiamo optato per una selezione che fosse quanto più coerentemente legata all’attività di Sosta Palmizi, senza escludere confronti e aspetti di criticità. Nostra intenzione con questa rassegna è raccontare l’eterogeneità dell’universo danza e delle espressività del corpo, provando a tracciare un filo rosso tra esperienze molto diverse tra loro.

Dancing Dreams, in questo senso è il film che più si avvicina alla matrice di Sosta Palmizi, alla danza contemporanea e alle esperienze di Raffaella Giordano stessa con Pina Bausch.
La Danse, invece, rappresenta un po’ un contraltare, raccontando la vita di un’istituzione molto grande e prestigiosa come l’Opèra di Parigi, ma soprattutto legata ad una forte tradizione classica. Questo film, per altro, è stato una scelta molto importante anche dal punto di vista cinematografico: Frederick Wiseman è uno dei maggiori esponenti del cinema documentario a livello mondiale, come dimostra il suo recentissimo Leone d’Oro alla carriera ricevuto alla 71a Mostra del Cinema di Venezia.

Infine The Man Behind the Throne ci racconta un territorio di danza ancora diverso, legato al mondo del pop con il ritratto di Vincent Paterson, coreografo di Madonna e Michael Jackson. Un coreografo che ha prestato la sua genialità alle grandi star mantenendosi con grande umiltà e professionalità “uomo dietro il trono”.

Nonostante si tratti di tre film documentari, la nostra non è stata una scelta sistematica in questo senso, quanto piuttosto riflesso della volontà di coinvolgere un pubblico anche esterno al mondo della danza proponendo una rosa di film di qualità e poco conosciuti.

In generale abbiamo portato la nostra selezione su film che parlassero di danza in maniera eterogenea e che fossero ugualmente sostenuti da un impianto narrativo critico interessante restituendo con efficacia e sensibilità ritratti di persone e luoghi. E’ nostra intenzione comunque per le prossime edizioni introdurre anche film di finzione e perché no anche di animazione e musical. Sicuramente toccheremo ambiti che confinano con la danza come ad esempio il circo contemporaneo che Sosta Palmizi già molto promuove a livello produttivo.

La danza, per te, in una parola.
In una parola? Per la mia sensibilità sicuramente più affine al cinema, direi che la danza è un’espressione affascinante del movimento.
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