Agnese De Donato è morta domenica 5 marzo. E chi l’ha conosciuta, come anche chi ne ha solo sentito parlare, sa bene che la sua personalità travolgente, il suo acume intellettuale, mancheranno alla cultura italiana. Giornalista di spettacolo, fotografa, femminista storica, esperta di danza, sostenitrice dell`arte in tutte le sue forme, aveva 90 anni. L’otto marzo ci sembra la data giusta per pubblicare un suo ricordo, il ricordo di una donna che ha spaziato dal mondo dell’informazione alle battaglie civili. Lei che è stata tra le fondatrici negli anni Sessanta della rivista Effe, femminista militante, che ha educato alla libertà e all`indipendenza generazioni di giovani donne. La danza poi gli era entrata nella vita non solo per gli innumerevoli uffici stampa per Festival ed Istituzioni, ma anche nella vita privata con il figlio Michele Pogliani, danzatore, coreografo, insegnate.

Barese di nascita, romana per la vita, ha animato la scena culturale italiana con vitalità ed acume. Indimenticabili le chiacchierate dopo gli spettacoli insieme a Vittoria Ottolenghi. Mi sentivo, appena iniziato il mio viaggio nella danza, tra due giganti. E ripensandoci da quelle chiacchiere ho imparato quanto sia importante e necessario il valore della critica nel percorso di un artista. Instancabile nel suo ruolo di Ufficio Stampa ha collaborato con  prestigiose istituzioni, fra le quali l’Accademia Filarmonica Romana e il Teatro dell’Opera di Roma, l’Accademia Nazionale di Danza e importanti Festival Nazionali e Internazionali. Così come è stata amica dei più grandi ballerini da Vladimir Vasiliev a Ekaterina Maximova .

E’ di pochi giorni fa l’assegnazione del Premio “EuropainDanza” per la divulgazione e la promozione della danza attraverso il ruolo di ufficio stampa. “Sono onorata di ricevere questo premio – aveva detto – che mi riconosce oltre la professionalità anche la passione con cui ho svolto il mio lavoro”. Ed è stata questa l’ultima occasione in cui ci siamo scritte, per ringraziarmi della pubblicazione della notizia su Campadidanza. Chapeau!

Al figlio ed amico Michele Pogliani, insieme ai fratelli Francesco e Giovanni, va il nostro pensiero.

 

Gabriella Stazio

Agnese De Donato, ha sempre vissuto e lavorato a Roma. Aveva fondato nel ’57 la libreria ‘Ferro di Cavallò in Via di Ripetta, con annessa galleria e spazi per mostre d’arte e fotografiche, uno spazio dove si incontravano i maggiori poeti, artisti e giornalisti dell’epoca e che sfoggiava con disinvolta allegria le opere di autori diversi: la pop art italiana e americana, i Novissimi,  il Gruppo ’63, ma anche i vecchi grandi poeti, come Ungaretti, Sinisgalli, Tzara, Pound, Guillen, De Libero, Frassineti, Bertolucci, Pasolini e gli artisti visivi come Burri, Afro, Capogrossi, Novelli, Perilli.
Dopo questa esperienza durata diversi anni  , comincia a lavorare come giornalista e fotografa.Ha collaborato a lungo con i quotidiani “Paese Sera” e “La Gazzetta del Mezzogiorno” e con molti periodici, fra cui “L’Espresso”, “Cosmopolitan”, “Panorama” e “Video”, con inchieste e interviste a personaggi della cultura, della politica e dello spettacolo. Nel 1970 fonda con altre giornaliste “Effe”, la prima rivista femminista in Italia. Una selezione delle interviste realizzate tra gli anni ’70 e ’80 a personaggi illustri dell’epoca sul quotidiano “Paese Sera” (da Giorgio Gaber a Nanni Moretti, da Mariangela Melato a Fernanda Pivano, da Ugo Tognazzi a Carlo Verdone a Renato Nicolini, che ha scritto poi l’introduzione del libro) era stata raccolta nel 2008 nel volume “Cosa fa stasera?”.  Da decenni si occupava di ufficio stampa di danza e teatro. Stava curando la mostra fotografica, dal titolo ‘Anni 70… Io c’ero’, in programma in primavera presso la galleria De Crescenzo-Vieste.

FOTO

In Copertina Agnese De Donato con Alberto testa e Vitoria Ottolenghi

Redazione della rivista Effe – novembre 1973 , Agnese De Donato, la seconda da sinistra

 

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