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Berlino, la Gauthier Dance mette in scena “Mega Israel”

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Minus 16 - ph. Regina Brocke

BERLINO – Finalmente anche a Berlino, presso l’Haus der Berliner Festspiele, è andata in scena la Gauthier Dance con Mega Israel (2017).

Come si intuisce dal titolo, il direttore artistico Eric Gauthier ha scelto tre pezzi di coreografi Israeliani: Hofesh Shechter, Sharon Eyal e, il fondatore della Batsheva Dance Company, Ohad Naharin.

La prima performance è Uprising (2006) di Shechter che, come Gauthier dichiara durante la presentazione della serata, ‘spacca’.

Uprising – ph. Regina Brocke

Sul palco, sette uomini giocano e si rincorrono con un fare cameratesco. In alcuni momenti si sostengono o si danno pacche sulla spalla. Attraverso salti, rotolate sul pavimento e una sorta di lotta per affermare la propria supremazia sul gruppo, mostrano contemporaneamente fragilità e aggressività di quell’universo tutto al maschile che rappresentano.

Subito dopo, a essere rappresentato è Killer Pig (2009) di Sharon Eyal, acclamatissima coreografa, un tempo membro della Batsheva Dance Company.

Killer Pig – ph. Regina Brocke

Le sei danzatrici protagoniste della coreografia, non fanno per nulla rimpiangere la fisicità e la velocità del primo pezzo. Le torsioni del busto, i movimenti sinuosi delle spalle e del bacino, i virtuosismi eseguiti con precisione e leggerezza, mischiati con movenze da techno rave, ipnotizzano il pubblico che resta col fiato sospeso per l’intera durata del pezzo.

Il pezzo del 2009, riadattato per la Gauthier Dance, già contiene tutti gli inconfondibili tratti che rendono oggi riconoscibile lo stile di Sharon Eyal.

Ultima coreografia è Minus 16 (1999) di Ohad Naharin che, parafrasando Eric Gauthier, può essere considerato il padre della nuova generazione di coreografi israeliani.

Minus 16 – ph. Regina Brocke

Il pezzo inizia già durante l’intervallo. Maurus Gauthier, infatti, intrattiene il pubblico con un simpatico e acrobatico siparietto.

Uno dopo l’altro, tutti vestiti in completo scuro e camicia bianca, lo raggiungono anche gli altri componenti della compagnia, i quali iniziano a danzare sul posto ognuno con il proprio stile, per poi unirsi in un sincro finché la musica cambia e il sipario si chiude. Quando si riapre, tutti i danzatori sono disposti a semicerchio, ognuno seduto sulla propria sedia. Da qui, in un crescendo musicale, danno vita ad un vortice dinamico che si ripete sempre uguale sino al “momento gaga” con cui si chiude la serata.

Il Mega Israel di Gauthier è un perfetto tributo alla danza israeliana degli ultimi decenni, sintetizzata in tre coreografie magistralmente eseguite dalla straordinaria compagnia di Stuttgart.

Uprising – ph. Regina Brocke

Finally also in Berlin, at the Haus der Berliner Festspiele, the Gauthier Dance was on with Mega Israel (2017).

As the title suggests, artistic director Eric Gauthier has chosen three pieces by Israeli choreographers: Hofesh Shechter, Sharon Eyal and, the founder of Batsheva Dance Company, Ohad Naharin.

The first performance is Uprising (2006) by Shechter, the choreographer “who rocks”, as Gauthier declares during his presentation.

On stage, seven men chase each other in a playful manner. At times, they support or pat each other on the back. Through jumps, rolled on the floor and a sort of struggle to assert their supremacy over the group, they show the simultaneous fragility and aggressiveness of the masculine universe they represent.

Immediately after comes Killer Pig (2009) by Sharon Eyal, the highly acclaimed choreographer and former member of the Batsheva Dance Company.

Killer Pig – ph. Regina Brocke

The six female dancers, stars of the choreography, do not let the audience regret the physicality and speed of the first piece. With torsion of their trunks and shoulders, sinuous pelvic movements, virtuosities performed with precision and lightness mixed with a techno-rave twist, they hypnotize the public, who are left with baited breath for the entire length of the piece.

The 2009 piece, adapted for the Gauthier Dance, already contains all the unmistakable traits that make Sharon Eyal’s style recognizable today.

The last choreography is Minus 16 (1999) by Ohad Naharin who, to paraphrase Eric Gauthier, can be considered the new generation of Israeli choreographers’  father.

Minus 16 – ph. Regina Brocke

The piece starts already during the interval. Maurus Gauthier, in fact, entertains the public with a nice and acrobatic sketch.

One after the other, all dressed in dark suits and white shirts, the other members of the company join him and begin to dance on the spot each with his own style, then join in a synchro until the music changes and the curtain falls. When it reopens, all the dancers are arranged in a semicircle, each sitting in their own chair. From here, in a musical crescendo, they give life to a dynamic vortex that repeats until the “gaga moment”, with which the evening ends.

Gauthier’s Mega Israel is a perfect tribute to recent decades of Israeli dance, summarized in three masterly choreographies performed by the extraordinary Stuttgart company.

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