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Domenica 17 marzo, presso l’Haus der Berliner Festspiele, è andato in scena Continu di Sasha Waltz.

Lo spettacolo, basato su precedenti lavori creati per l’inaugurazione del Neues Museum di David Chipperfield a Berlino e il MAXXI di Zaha Hadid a Roma, si divide in due tempi.

In uno spazio angusto, delimitato da pareti nere, le percussioni esplosive del brano Rebonds B – composto da Iannis Xenakis ed eseguito dal vivo da Robyn Schulkowsky – accompagnano la danza delle sette donne che aprono la serata.

Nonostante il ritmo tribale della musica, la danza, che spesso segue gli accenti dei tamburi, è elegante, sofisticata e drammatica come i bellissimi costumi di Bernd Skodzig.

Dopo un momento di buio, la musica cambia. Sulle note di Arcana di Edgard Varèse entrano in scena più di 20 performer. In questa fase, al gruppo, che talvolta si muove in canoni, altre volte all’unisono o in formazioni più piccole, si contrappone sempre la danza del singolo.

Dopo l’intervallo, sembra di assistere a un diverso spettacolo.

Cambiano musiche (Claude Vivier e Mozart), luci e atmosfera.

Il grande foglio bianco che ricopre il palco illumina la scena. I danzatori, con la pittura sotto ai piedi, ci disegnano sopra linee. Uomini nudi vengono esposti in tutta la loro fragilità. Un duetto etereo, morbido e romantico guadagna il proscenio mentre il foglio che ricopre il palco viene sollevato diventando così prima il fondale della scena e poi un’onda che scompare in un angolo.

A differenza di molti degli spettacoli a cui ci ha abituato Sasha Waltz, in Continu non si racconta una storia. La danza è molto bella e sono bravissimi tutti i performer. L’estetica dello spettacolo è complessa e sofisticata. Peccato solo che manchi quel guizzo di innovazione che solitamente contraddistingue i lavori della coreografa tedesca.

Sunday March 17th, at the Haus der Berliner Festspiele, Continu by Sasha Waltz was on.

The show, based on previous works created for the inauguration of the Neues Museum by David Chipperfield in Berlin and Zaha Hadid’s MAXXI in Rome, is divided into two parts.

In a narrow space, bordered by black walls, the explosive percussions of the piece Rebonds B – composed by Iannis Xenakis and performed live by Robyn Schulkowsky – accompany the dance of the seven women who open the evening.

Despite the tribal rhythm of the music, the dance, which often follows the accents of the drums, is as elegant, sophisticated and dramatic as the beautiful costumes by Bernd Skodzig.

After a moment of darkness, the music changes. On the notes of Arcana by Edgard Varèse, more than 20 performers enter the scene. In this phase, the group, which sometimes moves in canons, other times in unison or in smaller formations, is always contrasted by the dance of the individual.

After the break, it seems to attend to a different show.

Music (Claude Vivier and Mozart), lights and atmosphere change.

The large white sheet that covers the stage illuminates the scene. The dancers, with paint under their feet, draw lines on it. Naked men are exposed in all their fragility. An ethereal, soft and romantic duet gains the proscenium while the sheet covering the stage is raised, first becoming the backdrop of the scene before transforming into a wave that disappears in the corner.

Unlike many of the shows Sasha Waltz has accustomed us to, in Continu there is no story. The dance is very beautiful and all the performers are very good. The aesthetics of the show are complex and sophisticated. What a pity that it misses that flicker of innovation that usually marks the work of the German choreographer.

Nicola Campanelli

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