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    Antonio Calbi nuovo Sovrintendente dell’Inda, lascia la Direzione del Teatro di Roma

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    il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli ha nominato nuovo Sovrintendente dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa il Direttore Antonio Calbi. Dall’accettazione di questo nuovo incarico ne consegue che il Presidente dovrà passare ad altri il testimone della direzione del Teatro Di Roma. Come direttore generale del Teatro di Roma, Antonio Galbi ha rilanciato il teatro quale agorà artistica, culturale e civile della Capitale. Di seguito un estratto della lettera con cui saluta Cittadini Spettatori del Teatro di Roma, gli artisti, e le altre istituzioni culturali con le quali ha operato in questi anni.

    ….”È un onore, per me, ricevere questo nuovo incarico e affrontare questa nuova sfida, che comporta però che io lasci la Direzione del Teatro di Roma anzitempo. Ho amato profondamente il mio lavoro e con molti Spettatori si è creato negli anni un vero e proprio dialogo, un’autentica empatia, che considero una delle eredità migliori della mia esperienza alla guida del Teatro Pubblico della Capitale. In queste settimane molti di loro mi hanno espresso la loro sorpresa e financo l’amarezza per questo cambiamento improvviso. Voglio precisare che è stata una mia scelta, dettata dalla convinzione di aver dato il massimo possibile al Teatro e alla Città:sono stati quattro anni e mezzo (da maggio 2014 a oggi) entusiasmanti e dai ritmi serrati, di grande fervore e con una gran mole di attività realizzate. Ho sentito, però, che era maturo il tempo di passare il testimone, perché credo fortemente nel ricambio, nella necessità che nuove energie circolino, che nuovi traguardi vengano fissati e raggiunti.

    ….Tutto ciò che abbiamo fatto rappresenta anche il contributo che il Teatro di Roma ha voluto dare alla Capitale, nutrendo la visione di un futuro diverso nel segno delle arti e delle culture; così come abbiamo cercato di dare ossigeno alla rigenerazione di un Senso Civico cui il Teatro può contribuire ancora, proprio in ragione della sua specificità di esperienza condivisa e che indaga la vita.”

     

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