ROMA – Una mostra itinerante e un catalogo. Queste le iniziative volute dal direttore dell’Accademia Nazionale di Danza, Enrica Palmieri per festeggiare i 70 anni dell’importante istituzione coreutica romana. La mostra intitolata RO-MAT TransumAND, mostra itinerante dei costumi storici dell’AND da Roma a Matera lungo il percorso del tratturo si è svolta in sei mesi e ha toccato ben 8 comuni italiani. Il catalogo dedicato all’iniziativa, edito per Squilibri Editore
grazie al contributo della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale , è stato presentato in pompa magna qualche giorno fa presso la Camera dei Deputati, Palazzo Theodoli-Bianchellisala Nilde Iotti. Numerosi i relatori intervenuti: oltre Donatella Bertozzi, attenta studiosa della storia dell’Accademia Nazionale di Danza, che ha coordinato l’incontro e il Direttore Palmieri, erano presenti i curatori del Catalogo Gianluca Bocchino, e Laura Sciortino. Per i saluti istituzionali, invece, il viceministro MIUR  Lorenzo Fioramonti, il quale ha sottolineato l’importanza e la necessità di una crescita del mondo didattico-coreutico attraverso la linea guida dell’Accademia Nazionale di Danza;  Emilio Carelli, che ha espresso il desiderio di una crescita di visibilità della danza e dei danzatori nei teatri e nei non-luoghi non direttamente deputati alla performance, mentre la Presidente Carola Penna della Commissione Capitolina Turismo Moda e Relazioni Internazionale, ha spiegato l’importanza della collaborazione tra i municipi romani e l’Accademia Nazionale di Danza.

La mostra l’ho fortemente voluta e ideata io – racconta il Direttore dell’AND Enrica Palmieri – e ha preso vita grazie al contributo della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale che ha creduto nella realizzazione di un progetto teso alla valorizzazione delle attività artistiche che caratterizzano l’Istituto fondato nel 1948 da Jia Ruskaja. Volevo che l’And uscisse da Roma e così ho pensato a una mostra itinerante. Gli abiti storici sono partiti lo scorso 20 giugno, dalla nostra storica sede sull’Aventino e hanno fatto tappa in 8 città: Roma, L’Aquila, Teramo, Pescara, Campobasso, Benevento, Foggia arrivando, nel dicembre dello stesso anno, a Matera, capitale europea della cultura 2019.

In questa transumanza – dice ancora il Direttore – gli abiti hanno rappresentato gli elementi drammaturgici che hanno ispirato l’opera di otto artisti coinvolti, Alfredo Pirri, Luigi Battisti, Matteo Fato, Giuseppe Stampone, Eugenio Tibaldi, Bianco-Valente, Marco Neri e il nostro docente Marco Schaufelberger.  Ciascun artista, in relazione allo spazio dedicato, ha dato origine a un’installazione che ha permesso di approfondire i temi di opera industriosa, della distanza tra la “casa” e un altrove, nonché il concetto di viaggio inteso come percorso fisico e simbolico. Si è trattato di un progetto ambizioso che ha portato l’Accademia Nazionale di Danza fuori dal suo perimetro con l’obiettivo di far dialogare gli elementi storici dei costumi con le linee, i volumi e i contenuti dei contesti ospitanti. Grazie anche alle azioni performative delle allieve dell’Accademia Nazionale di Danza, con cui ciascuna tappa è stata inaugurata, sono nati di volta in volta nuovi paesaggi in grado di valorizzare tutti gli elementi dell’opera.

A Roma siamo stati nel Mattatoio con l’artista Pirri, a L’Aquila Luigi Battisti ha integrato i costumi nella mostra permanente delle sculture ligne del ‘400 sistemandoli su trapezi come corpi in bilico, a Teramo con Giuseppe Stampone abbiamo portato i costumi in giro per i Mercati, a Pescara siamo stati nel Museo delle Genti d’Abruzzo, a Campobasso Eugenio Tibaldi ha “steso” i nostri abiti come panni al sole nel cortile del Museo Sannitico, a Benevento gli artisti Bianco-Valente hanno lavorato all’esterno dell’Archivio di Stato, a Foggia Marco Neri ha realizzato una installazione con cassette di recupeo, e, infine a Matera il prof Marco Schaufelberger al Museo Ridola sono stati allestiti 50 manichini. Sei mesi di viaggio e un anno e più di organizzazione. Ogni appuntamento è stato arricchito da performances.

Una bella mostra, un bel catalogo, e una bella soddisfazione per lei.

“Devo ammettere di sì. Ho lavorato tanto, non tutti hanno creduto in me da subito, ma poi l’iniziativa ha portato i suoi frutti.

Sono tre anni che dirige l’Accademia. Se dovesse fare un primo bilancio?

Quando sono arrivata mi sono dovuta dedicare a fare pulizia. Nel senso reale del termine svuotando stanze e buttando cose vecchie e inutili, ma anche rimettendo apposto abitudini sbagliate che negli anni erano state prese. Il primo periodo è stato molto complicato e pieno di ansie.

E’ riuscita a rispettare il programma elettorale?

Sto ancora lavorando al decentramento: il distaccamento dell’Accademia per i trienni in alcune regioni d’Italia. E alla Scuola Media Coreutica. Per il resto ho rispettato le mie promesse, con gran fatica ma ci sono riuscita. Sono abbastanza soddisfatta ma c’è ancora tanto da fare.

La presentazione del catalogo della Mostra alla Camera è stata un’altra bella soddisfazione.

Si bisogna credere alle istituzioni, ma sono convinta anche del fatto che alle istituzioni bisogna rispondere con i fatti. E questa presentazione per me ha significato questo.

Raffaella Tramontano

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