BARI – Giovedì 22 febbraio 2018 alle ore 21 al Teatro Abeliano, nell’ambito di DAB, Danza a Bari, stagione di danza contemporanea del Comune di Bari realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese in collaborazione con Teatri di Bari e AltraDanza, ha debuttato in prima nazionale Home Sweet Home di Equilibrio Dinamico,compagnia pugliese che in pochi anni ha collezionato ospitalità e importanti collaborazioni in tutto il mondo tra Italia, Germania, Belgio, Grecia, Kosovo, Albania, Cina, Messico, USA, Singapore.

Lo spettacolo della coreografa Roberta Ferrara, da lei scritto e diretto insieme al regista Riccardo Lanzarone, fortemente incentrato su un linguaggio in bilico tra parola, corpo, architettura e video, ricrea il racconto per suggestioni della lotta spietata tra Uomo e Natura, allegorie qui incarnate da una figura in rosso e da un coro di tre danzatrici le cui voci si appoggiano al movimento.

Lo spettacolo ha conosciuto una prima fase di allestimento durante l’estate del 2017, nella bellissima cornice delle Valli del Natisone, dove la compagnia Equilibrio Dinamico ha trascorso un periodo di residenza artistica grazie al bando ‘ThroughLandscape’ vinto insieme ad altri artisti di rilievo nazionale nel panorama delle arti performative, progetto che ha rilanciato il patrimonio storico e paesaggistico del territorio della Benecija.

Spiegano Ferrara e Lanzarone: «È come se una mattina la Natura si svegliasse e in modo cruento e allo stesso tempo nostalgico chiedesse spiegazioni all’uomo:”Se io vacillo, voi vacillate”, sostiene la Natura. Vogliamo che la Natura guardi negli occhi lo spettatore in un potente effetto di coinvolgimento drammatico. In questa confusione calcolata di sguardi che si toccano e si incrociano, il ritratto dell’uomo è quello dello spettatore stesso».

Quattro corpi femminili dotati di un’energia mascolina interagiscono con immagini e luce, suoni e verbo, in una danza quasi marziale, sostenuta da un’attenzione certosina verso i costumi, di Franco Colamorea,ispirati allo studio della dottrina shintoista in cui le forze della natura assumono un ruolo determinante nella vita degli esseri umani considerate sacre e inviolabili, e agli arredi scenografici plastici e mobili di Francesco Poli, parti di uno skyline che suggerisce il rigore dell’arte giapponese.

 

 

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