NAPOLI – I Gala di danza sono momenti di festa assoluta in cui i protagonisti si esibiscono in fuochi d’artificio di virtuosismo ed emozioni che esaltano il pubblico degli appassionati. Grande festa è stata anche a Napoli, per il Bellini International Dance Gala che ha visto il sold out per le due serate di sabato 17 e domenica 18 febbraio. La presenza di Lucia Lacarra, in coppia con Marlon Dino, è stata il fiore all’occhiello, ed il loro passo a due dal II atto del Lago dei cigni, ad apertura della serata, ha creato immediatamente un’atmosfera magica e dolentemente romantica che purtroppo è stata interrotta dalla stravagante idea di alternare brani del repertorio classico con brani contemporanei, diversamente dalla consuetudine dei Gala che prevedono  una maggiore armonizzazione nella programmazione della scaletta.  La bellezza e bravura degli interpreti ha comunque reso molto gradevole la serata. Laccarra e Dino hanno portato anche un duetto creato per loro da Russell Maliphant, Spiral pass, che valorizza la leggerezza dell’una e la forza fisica dell’altro, in una serie di prese e lift super acrobatici. Radiosa Daria Klimentova, già prima ballerina dell’English National Ballet, che si è esibita in coppia con la nuova stella del Royal Ballet, il giovane e brillante Vadim Muntagirov, peccato averli visti solo nell’Adagio dal pas de deux della Grotta da Corsaire, senza le rispettive variazioni. Impeccabile anche il pas de deux dal II atto di Giselle, danzato da Ada Gonzales e Doychin Dochev. Gonzales, ventitreenne ballerina spagnola, attualmente solista dell’Opera di Bucarest, che ha interpretato l’assolo dalla Carmen nella versione di Alberto Alonso e il brano Ton Chemin di Bruno Colais cantato da Les Choristes, promette di essere una interessante protagonista del balletto internazionale. Yuya Omaki, ballerino giapponese dell’Opera Slovena di Maribor, ha incarnato il momento di puro virtuosismo del Gala, con l’interpretazione di due assoli tipici del repertorio russo di epoca sovietica, la variazione di Atteone dal balletto omonimo di Agrippina Vaganova, e la Gopak dal balletto Taras Bulba di Rostislav Zakharov.

Le coreografie contemporanee hanno ben rappresentato la varietà stilistica e creativa che attualmente caratterizza la scena teatrale. Lo stile neo-classico è stato rappresentato sia dal coreografo israeliano Tamir Ginz, che ha proposto un brano dal suo Neverland, opera dall’ambientazione apocalittica danzata da Noam Ephron e Eldar Elgrably, entrambi membri della Kamea Dance Company della città di Beer Sheva, sia da Edmondo Tucci, ballerino del Teatro di San Carlo, che ha creato Too Much, su musica di Nello Mallardo ed arrangiamenti di Ivano Leva, per la coppia di stelle napoletane, Annachiara Amirante e Alessandro Staiano. Molto apprezzati, in un linguaggio più affine allo stile contemporaneo e ad una sorta di teatro-danza, Simone Repele e Sasha Riva, danzatori della compagnia del Grand Theatre de Geneve che si sono incontrati all’accademia di Amburgo ed hanno entrambi lavorato con John Neumeier. Riva e Repele, sono gli autori del brano Il tuo abito che indosso, un po’ discontinuo e ripetitivo ma che contiene momenti di danza davvero emozionanti grazie alla loro forte carica espressiva. Tabula rasa, del solo Sasha Riva, straordinario danzatore statunitense cresciuto in Italia, è risultato più coerente ed essenziale nel trasmettere le difficoltà di comunicazione all’interno di una coppia.

Il Bellini International Dance Gala, a cura delle vivaci e infaticabili Emanuela Barbato ed Emma Cianchi e del ballerino  Giuseppe Canale, con la coproduzione della Fondazione Teatro di Napoli, Il Teatro Bellini, MaBa Art e Artgarage, è alla sua prima edizione e promette di diventare un interessante appuntamento con la danza di qualità, un punto fermo per il confronto con la scena internazionale, per il quale il pubblico napoletano ha mostrato un vero entusiasmo.

Roberta Albano

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