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Attraversare i limiti richiede coraggio che siano essi mentali, fisici, territoriali. Combattere contro la tradizione e il preconcetto, contro le proporzioni e l’armonia comporta un momento di caos attraverso cui è inevitabile che si passi. Cosmos e Caos, ordine e disordine, armonia e squilibrio tra le parti. Se poi il riferimento epistemologico è la bellezza allora la questione diventa ancora più ardua: Across the Border storie di confine, il lavoro del coreografo Antonello Tudisco da poco portato in scena al teatro Piccolo Bellini, è il paradosso della classicità, la ribellione etica e fisica e morale al concetto di bellezza che affonda le radici nella grecità e che per lungo tempo è stato universalmente accettato e condiviso. I corpi chiedono autonomia dal tutto in cui sono costretti e aspirano ad una indipendenza di espressione tutta individuale e soggettiva in grado di comunicare l’unicità del singolo e la sua irripetibilità. La danza portata in scena è d’impatto e in alcuni momenti molto coinvolgente: teatro danza, contact, danza contemporanea, una triade che viaggia in spirale fino alla fine, quella stessa fine che però sembra annunciata diverse volte e, ignorando il fatto che possa essere stato un effetto voluto o meno dal coreografo, si avverte durante lo spettacolo la sensazione che il lavoro volga al termine, ma poi in realtà non è così.

Sei uomini ad intraprendere il viaggio oltre confine, sei elementi forti e dalle convincenti doti interpretative, qualcuno ha saputo distinguersi in maniera nettamente superiore all’interno del gruppo, ma il livello di prestazione fisica e d’impatto emotivo è stato senza dubbio alto; anche perché il lavoro di preparazione messo a punto dal coreografo Tudisco e dall’assistente alla regia Domenico Ingenito ha fatto sì che si scavasse a fondo portando alla luce i punti di forza di ogni performer.

Across the Border storie di confine è stato selezionato per l’edizione 2016 del TanzMesse di Düsseldorf rinomata e prestigiosa rassegna di danza contemporanea che si tiene in Germania ogni due anni e a cui si accede dopo una lunga e meticolosa selezione tra compagnie internazionali.

Manuela Barbato