Giovedì 21 aprile al Conservatorio  di San Pietro a Majella alle 12 sarà presentato il volume I Ballets Russes tra storia e mito, Edizioni dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia. Ne parleranno con i curatori Patrizia Veroli e Gianfranco Vinay, la Prof.ssa Daniela Tortora (Conservatorio di San Pietro a Majella) e il Professor Massimiliano Locanto (Università di Salerno).

La Compagnia dei Ballets Russes ha segnato la storia della danza del Novecento e del balletto fino ai nostri giorni. E’ stata la prima compagnia di balletto privata in Europa ed il suo creatore e direttore, Sergeij Diaghilev,    con le sue scelte artistiche e di gestione, è stato il precursore degli impresari  contemporanei.   L’esistenza dei Ballets Russes dura solo  venti anni dal 1909 al 1929, ma in queste due decadi riesce a cambiare  il balletto in un’arte moderna e di fertile ispirazione. I migliori ballerini russi ed europei dei primi del Novecento passano per questa compagnia, i  coreografi più innovativi, Mikail  Fokine, Vaslav Nijinsky, Leonide Massine, Bronislava Nijinska, Serge Lifar e George Balanchine, si affermano grazie ad essa. I principali musicisti dell’epoca, Igor Stravinsky, Maurice  Ravel, Calude Debussy e Sergej Prokofiev sono coinvolti a scrivere opere originali ed immortali. Anche le arti figurative, tra scene e costumi, sono cooptate ai più alti livelli con Pablo Picasso, Natalia Gontcharova, Andre Derain, Henry Matisse e Leon Bakst. La compagnia sceglie dal 1909 Parigi come sede ideale ma in realtà gira tra le principali città europee seminando una visione del balletto che, anche dopo  la sua dissoluzione, lascerà eredità in tutta l’Europa ed oltre.

Negli anni si sono succeduti numerosissimi studi e pubblicazioni sulla compagnia dei Ballets Russes e sui suoi protagonisti che ne curano gli aspetti coreografici, musicali e figurativi,  ma ben pochi di essi sono in Italiano. Alberto Testa già nel 1972 curò una delle prime mostre  a Milano dedicata ai Ballet Russes, ripresa e riallestita anche in anni successivi.  Patrizia Veroli, storica della danza indipendente, docente a contratto dell’Università La Sapienza di Roma e presidente di AIRDanza, l’Associazione Italiana della ricerca sulla danza, è la studiosa che da sempre ha dedicato attenzione  alla compagnia di Diaghilev. Nel 2011 a cura sua e di Daniela Rizzi è stato pubblicato Omaggio a Djagilev. I Ballets Russes (1909-1929) cento anni dopo, edizioni  Vereja, con numerosi interventi di studiosi, non tutti tradotti in italiano. Il volume edito dall’Accademia di Santa Cecilia e curato con il musicologo e storico Gianfranco Vinay,  I Ballets Russes tra storia e mito, raccoglie studi di autori internazionali tradotti  tutti in italiano, e rivolge una  particolare attenzione a  Le sacre du printemps.  Il volume ha un’appendice digitale che contiene un’accurata cronologia dei Ballets Russes, la storia dei due ballerini italiani che vi presero parte e l’accuratissimo resoconto delle cinque tournee italiane della compagnia. Viaggi in Italia estremamente decisivi per molte importanti nuove creazioni della compagine di Diaghilev.  Si tratta di uno studio che non può essere trascurato da tutti gli appassionati di danza e dai suoi professionisti perché, come ogni studio sul passato, lancia riletture e interpretazioni che illuminano di nuova luce i Ballets Russes e contribuiscono a farne rifiorire l’intramontabile eredità.

 

Roberta Albano