foto danza al buio

Il 29 novembre è partito a Monza (nella sede di Essence Life) il progetto Danza al buio, percorso di danza dedicato a non vedenti e ipovedenti e a tutti coloro che desiderano provare la danza a occhi chiusi. “Perché nulla è un limite” era scritto nella locandina di presentazione.

Il progetto vede coinvolti Luca Aronica vice presidente dell’UIC (Unione Italiana Ciechi e ipovedenti) di Monza e Brianza e Romina Contiero, insegnante e coreografa nonché direttrice della Compagnia RC Dance Team, volto televisivo noto (ha danzato a Buona Domenica e in tante trasmissioni della Rai) e nel 2007 divenuta famosa in Brasile e Portogallo come Tata Golosa, con il disco Micromania.

Danza al buio nasce quindi allo scopo di dare la possibilità ai non vedenti di sperimentare i movimenti della danza “al buio”, ma anche di scoprire la percezione quando si entra in contatto con gli altri, di imparare una maggiore ricerca di se stessi attraverso i movimenti e le note, e soprattutto di capire che non ci sono limiti.
“Ho conosciuto Romina quando sono andato a vedere il suo spettacolo 5-The Show – racconta Luca Aronico – una sorta di viaggio sensoriale accompagnato da una voce narrante. Da non vedente mi è piaciuta subito l’idea di proporre la danza a chi non vede o vede poco anche come forma educativa”.

E così è nata la vostra collaborazione e il progetto Danza al buio che ha avuto un’ottima risposta di partecipanti.

“Assolutamente sì. Vi hanno preso parte in 20 (il numero che noi avevamo previsto), il più giovane 27 anni, la più adulta 70, divisi equamente tra non vedenti e vedenti ai quali è stato chiesto di ballare bendati. I risultati sono andati oltre qualsiasi aspettativa: si percepiva una grande felicità. E dopo i primi dieci minuti nessuna paura per i non vedenti di mettersi alla prova, mentre per i vedenti bendati è stata una vera e propria esperienza di vita”.

L’obiettivo del vostro progetto qual è?

“Far diventare questi incontri mensili e a fine anno presentare i dati raccolti da questa esperienza all’azienda sanitaria locale per spingere un percorso riabilitativo ed educativo nelle scuole. E’ importante far capire che chi non vede ha comunque delle possibilità. Bisogna scardinare i pregiudizi”.

“Siamo molto motivati e decisi – interviene Romina Contiero – Lo siamo stati dal primo momento. Da quando ci siamo incontrati in maggio dopo il mio spettacolo”.

5 –The Show, sottotitolo assaggiare, odorare, ascoltare, toccare e vedere, un percorso sensoriale in movimento.

“Esattamente. Una bellissima esperienza che ho condiviso con la mia compagnia e con due colleghi straordinari, Maria Francesca Garritano, in arte Mary Garret, solista del Teatro alla Scala licenziata per aver scritto un libro su danza e anoressia, recentemente reintegrata nel proprio lavoro. E Ivan Testini, ballerino della compagnia Montaggio Parallelo molto noto anche in USA. Un. Un percorso di un’ora e quindici minuti, partendo dal gusto e arrivando alla vista, raccontato in danza con la lingua dei segni”.

Torniamo a Danza al buio.

“L’avvio è stato molto emozionante. Siamo partiti dal training autogeno e pian piano siamo arrivati a dar vita a una vera e propria coreografia. Credo che alla fine i non vedenti abbiamo avuto meno difficoltà dei vedenti bendati. Chi non vede si affida più facilmente agli altri sensi per muoversi. Sono sicura che il progetto avrà una bella evoluzione e di questo sono già molto contenta. D’ altraparte sono una donna positiva: serena e gioiosa. Che come molte ballerine deve molto alla danza che è un’arte infinita”.

Raffaella Tramontano