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BERLINO – Domenica 18 giugno, presso lo Staatsoper Unter den Linden di Berlino è andato in scena Dido and Aeneas di Sasha Waltz.

Il lavoro coreografico, che si avvale dell’orchestra Akademie für Alte Musik Berlin e del coro Vocalconsort Berlin, è su musiche di Henry Purcell, il quale nel 1689 compose quest’opera per la scuola femminile Josias Priest di Londra. 

L’inizio è senza dubbio il momento più suggestivo dello spettacolo.

Una vasca trasparente d’acqua è sospesa a mezz’aria nel centro del palco. In cima a questa ‘piscina’ si muovono due coppie di danzatori. Quando si tuffa la prima coppia, grazie al vetro trasparente e alla splendida illuminazione, si vedono i i due corpi che si intrecciano e si abbracciano. Per nuotare non usano le braccia, muovono soltanto le gambe come fossero pinne. Poi uno dopo l’altro, li raggiungono anche altri danzatori che cominciano una specie di danza acquatica.

La scena rappresenta l’arrivo a Cartagine di Enea.

Rimossa la vasca, l’azione si sposta sul palco dove vengono coinvolti attivamente anche i cantanti.

I personaggi centrali dell’opera sono interpretati da uno o due ballerini e un cantante, la qual cosa non rende sempre semplice seguire la trama dell’opera.

In tutta la parte centrale, anche la danza, grazie alla quale si può godere di scene molto belle, come quella in cui i danzatori sbucano dalle botole sul palco o sono imbracati e sospesi in aria, appare spesso slegata dal racconto, a volte addirittura confusa.

Il finale, invece, è avvincente come l’inizio dello spettacolo.

Aeneas e Didos cercano di ricongiungersi senza mai riuscirci, fin quando le due regine – la cantante e la ballerina (sempre bravissima, sensuale ed espressiva Yael Schnell) – esprimono il loro dolore, una con il corpo, l’altra con la voce.

Lo spettacolo, eccezion fatta per la scena iniziale, forse non è all’altezza dell’Orfeo, ma anche in questa opera si apprezza lo straordinario lavoro di tutta la compagnia, dei dodici ballerini, del coro e dei cantanti solisti.

Ph. Sebastian Bolesch ©

Sunday June 18th, at the Staatsoper Unter den Linden in Berlin, Dido and Aeneas by Sasha Waltz was on.

The choreographic work, which uses the Akademie für Alte Musik Berlin orchestra and the Vocalconsort Berlin choir, is based on music by Henry Purcell, who composed this opera in 1689 for the Josias Priest girls’ school in London.

The beginning is undoubtedly the most evocative moment of the show.

A transparent water tank is suspended in mid-air at the center of the stage. Two pairs of dancers move on top of this ‘pool’. When the first couple jumps in it, thanks to the transparent glass and the splendid lighting, the audience observe two bodies intertwining and embracing each other. They don’t use their arms for swimming, they only move their legs as if they were fins. Then, one after the other, more dancers join them and begin a sort of aquatic dance.

The scene represents the arrival of Aeneas in Carthage.

Once the tank is removed, the action moves to the stage where the singers are actively involved.

The central characters of the work are interpreted by one or two dancers and a singer, which does not always make it easy to follow the plot of the work.

The dance offers beautiful scenes such as the one in which the dancers emerge from the trapdoors on the stage or when they are harnessed and suspended in the air. Though in the central part, including the dance, the play often appears disconnected from the story, sometimes even confused.

The finale, on the other hand, is as exciting as the beginning of the show.

Aeneas and Didos try to rejoin without ever succeeding, until both queens – the singer and the dancer (the very talented, sensual and expressive Yael Schnell) – exteriorize their pain, one with the voice, the other with her body.

The show, except for the opening scene, is perhaps not as high as Orfeo, but even in this piece the extraordinary work of the whole team – the twelve dancers, the choir and the solo singers – is remarkable.

Nicola Campanelli

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