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6&9, lascia senza fiato l’ipnotica danza di Tao Ye

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Un fascio di luce reso opaco da un effetto nebbia illumina 6 danzatori. Così comincia 6&9 la coreografia di Tao Ye, al momento uno dei maggiori esponenti cinesi della danza contemporanea. In scena a Napoli, la sua compagnia, la Tao Dance Theatre definita a dal Times “una radicale nuova presenza” sulla scena della danza contemporanea nel mondo. 6&9 arriva a al Napoli Teatro Festival firmato da Ruggero Cappuccio dopo essere andato in scena in 40 paesi e oltre 100 festival. Un successo senza precedenti. Lo spettacolo nasce dall’incontro diventato sodalizio tra Tao Ye e Xiaohe, compositore d’avanguardia cinese. Una serie numerica è il punto di partenza. ma l’obiettivo?

“L’obiettivo è quello di incuriosire il pubblico al punto da indurlo a farsi delle domande. Sulle proprie origini, sul’esistenza, sul futuro”, risponde Tao Ye.

6 rappresenta il ritorno alla forza primitiva che spinge gli esseri umani a muoversi – spiega la sinossi – Il movimento del corpo dei ballerini acquisisce un significato olistico, mentre questi trasudano energia e forza dalla spina dorsale fino ai muscoli più minuti. I loro corpi androgeni in tensione si muovono simultaneamente nella luce fioca del chiaroscuro, creando un disegno di linee rette e diagonali in una dimensione spersonalizzata, quasi militaristica: l’elasticità e la leggerezza assumono aspetti marziali. I danzatori eseguono una litania di contrazioni della colonna vertebrale, alternate a movimenti bruschi del capo.

L’emozione è forte. La musica entra dentro. La gravità tiene ben ancorati in un metro quadro i ballerini. Ma il movimento è talmente energico che lascia senza fiato. La sensazione di chi guarda è come un’onda che avanza.

9 è invece un’esplosione del lessico coreografico esplorato da Tao Ye, ed è concepito come il compimento dei precedenti spettacoli della serie numerica: il finale o il nuovo punto di partenza dell’impulso creativo che ha dato ispirazione all’intero lavoro. 9 si allontana dalla dottrina monistica, dal dualismo e dai molteplici spazi di espressione, per chiedere al pubblico di costruire in maniera individuale un rapporto con la coreografia grazie ai movimenti ben identificabili dei nove danzatori in scena. La seconda coreografia è più delineata, forse anche più scontata, già vista, ma comunque di grande fascino. Senza parlare della precisione tecnica

Uno spettacolo riuscito. E per il pubblico napoletano che ama la danza un’occasione speciale di vedere un coreografo in ascesa. Peccato che non ci siano repliche!

Raffaella Tramontano

La locandina

COREOGRAFIA TAO YE
MUSICA XIAOHE
TRAINING DUAN NI
PRODUZIONE TAO DANCE THEATER
6: DISEGNATORE LUCI MA YUE, ELLEN RUGE
COSTUMI TAO YE, LI MIN
DANZATORI HUANG LI, MING DA, YAN YULIN, GUO HUANSHUO, ZHANG QIAOQIAO, FAN MIN
COMMISSIONATO DA NORRLANDSOPERAN CON IL SUPPORTO DI UMEA2014, SWEDISH ARTS COUNCIL, SWEDISH ARTS GRANTS COMMITTEE RE-GION VASTERBOTTEN, CHINA LITERATURE AND ART FOUNDATION
9: DISEGNATORE LUCI TAO YE, MA YUE
COSTUMI DUAN NI
DANZATORI HUANG LI, MING DA, YAN YULIN, GUO HUANSHUO, ZHANG QIAOQIAO, FAN MIN, LIU XI-CHAO, YI YI, HUA TING
COPRODOTTO E CO-COMMISSIONATO DA ASIA TOPA AND ARTS CENTRE MELBOURNE, SADLER’S WELLS LONDON, THÉÂTRE DE LA VILLE – PARIS / LA VILLETTE-PARIS, SHANGHAI INTERNATIONAL DANCE CENTER THEATER E NATIONAL TAICHUNG THEATER

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